"Angeli" Maurizio de Giovanni

Fonte Immagine: letteratitudinenews

Angeli. Angeli che aiutano, angeli che proteggono. Angeli che assistono, angeli che perdonano. Angeli che vendicano.

Nando Iaccarino è un meccanico dalle mani magiche, in grado di sistemare qualsiasi motore. La sua officina è pulita e ordinata quanto una sala operatoria e ha sempre attratto gli appassionati di auto e moto d’epoca, desiderosi di mettere le loro creature nelle mani migliori, le uniche capaci di riportare alla vita qualsiasi veicolo. Nando ha sempre scelto con cura il lavoro a cui dedicarsi: a ciascun incarico dedica il tempo necessario, senza fretta, senza pensare al guadagno, ma solo al risultato.

Iaccarino, che era un vero artista, teneva in officina una macchina o una moto per volta. Non aveva lavoranti, garzoni o giovani di bottega. Faceva tutto da solo, con quelle mani magiche. L’unica possibilità di ricevere assistenza era che avesse riparato il veicolo precedente per poterne prendere in carico un altro”.

Chi potrebbe mai desiderare il male per una persona così? Eppure Nando viene trovato morto, ucciso e i Bastardi di Pizzofalcone devono capire chi è stato e perché lo ha fatto.

Lui era il cadavere. Un uomo riverso a faccia in giù, con indosso una tuta da meccanico e i piedi in direzione della saracinesca dove stavano i poliziotti. Sul retro della testa si allargava una vasta macchia scura che continuava sul pavimento. L’area era occupata da un’automobile rossa sollevata su un ponte, a circa un metro da terra; e, sul lato opposto, da una motocicletta di grossa cilindrata con parte del motore smontata. I due veicoli non sembravano in riparazione: puliti e luccicanti, nessun pezzo nei paraggi, né attrezzi nelle adiacenze”.

L’officina è stranamente pulita, ordinata: non ci sono macchie d’olio, non ci sono segni di colluttazione. L’unico dettaglio che può essere ricollegato all’omicidio è una chiave inglese con del sangue sopra: è stata ripulita frettolosamente, non ci sono impronte, rappresenta sicuramente il punto di partenza per l’indagine che impegnerà Lojacono e la sua squadra.

Quella con l’assassino era una gara a ostacoli in cui l’avversario partiva in vantaggio e l’orologio ricopriva un ruolo fondamentale. Ogni singola ora permetteva l’acquisizione di un beneficio, il consolidamento di una strategia di mistificazione o di fuga; ogni minuto allontanava la soluzione, alzando un muro che consentiva al colpevole, o ai colpevoli, di veder aumentare le probabilità di farla franca”.

Ciascuno dei Bastardi sta vivendo un momento complesso: angosce, paure, segreti sono nella vita di ognuno di loro ma devono lottare con forza per far sì che tutto ciò non interferisca con il lavoro, che eventuali errori o passi falsi non finiscano per dare ragione a chi, come i grandi capi della questura, desidera solo vederli cadere. Anche gli angeli cadono; anche i Bastardi possono cadere. E cadere è davvero facile, soprattutto se si vede immediatamente quanto sia necessario muoversi senza fare troppo rumore, senza creare “scandalo”, dal momento che la figlia di Nando è fidanzata con Roberto Cortese, un industriale di successo, con amicizie e protezioni importanti.

Ancora una volta, fondamentale per procedere nelle indagini è l’aiuto di Pisanelli, ormai in pensione, che però conosce il quartiere e i suoi abitanti come le sue tasche. “Il quartiere. A saperlo leggere, il quartiere. In discesa, percorrendo la via dove abitava, Pisanelli rifletteva su quanto fosse parte di quel luogo, e su quanto quel luogo fosse parte di lui”.

La trama di Angeli è affiancata dalle storie dei Bastardi, altrettanto importanti, altrettanto fondamentali per lo sviluppo del romanzo. La vita e la morte di Nando Iaccarino si riflettono con irruenza nella vita di ciascuno di loro, nelle riflessioni sulle loro scelte personali, nei percorsi che stanno seguendo, o che provano a seguire. “Palma si chiedeva che cosa farne, del proprio amore. Non era banale la domanda. E d’altra parte non esisteva domanda che fosse banale a quell’ora in mezzo al guado della notte, a tre ore sì e no da quando il congegno infernale avrebbe emesso il suo nitrito intimandogli di scendere dal letto. Nel descrivere l’appartamento in cui aveva vissuto Nando Iaccarino, Lojacono aveva detto: gronda solitudine. E l’ispettore non era certo un poeta, non possedeva un linguaggio immaginifico capace di dipingere ambienti e figure con l’intento di emozionare. Gronda solitudine. Così aveva detto. E la sua vita, quella di Palma Luigi, vicequestore, com’era? Come l’avrebbe descritta l’inconsapevole poeta detto il Cinese? Con la stessa infelice immagine, magari”.

Seguendo i passi dei Bastardi, entriamo nella vita di Nando, nei segreti del suo passato, nel rapporto con la figlia. Allora che cosa nasconde l’omicidio? Forse una rapina? Oppure una vendetta per usura? La soluzione del caso si rivela inaspettata e sconvolgente e tutti gli elementi trovano la collocazione giusta, dimostrando come, ancora una volta, Maurizio de Giovanni, sia un abilissimo costruttore di storie e un fine conoscitore dell’animo umano.

Chissà come fanno, gli angeli, pensò suor Giovanna. Magari rimpiangono i tempi andati, le venne di immaginare…Magari gli angeli si raccontano, la sera, in Paradiso…O magari no. Magari hanno trovato un nuovo modo di comunicare la volontà di Dio, gli angeli. Magari hanno adeguato il linguaggio e riescono a farsi sentire pure in mezzo a tutto quel rumore. E come è sempre stato, la volontà di Dio arriva agli uomini; anche se poi loro fanno come gli pare”.

Maurizio ci parla di Angeli, di paternità e di altro ancora…

Angeli, l'ultima storia dei Bastardi, a cui sempre più lettori si stanno affezionando. Quale riscontro stai ricevendo, anche dopo l'enorme successo della fiction?

Le due serie, libri e fiction, hanno la stessa ambientazione e gli stessi personaggi ma forzatamente storie diverse. È necessario, perché una cosa è doversi legare a un episodio che va in onda la settimana successiva e un’altra è dover lasciare i lettori in sospeso per un anno intero (minimo). Angeli ha avuto un lusinghiero successo, non sta a me dirlo ma i riscontri sono stati fantastici. Io di questo ringrazio sempre i miei meravigliosi lettori.

Il libro è dedicato alla tua mamma. Oggi è mamma Edda il tuo "angelo"?

Lo è sempre stato, e non può essere un evento incidentale come la morte a interrompere un rapporto così profondo e dolce. Lei è in me, nei miei fratelli e nei suoi nipoti, e vivrà per sempre. Per quanto mi riguarda, le devo tutto: è stata lei a insegnarmi quanto siano importanti le storie, e quanto sia bello raccontare.

In quale tra i Bastardi ti riconosci di più, se ce n'è uno. O c'è un po' di te in tutti?

Quando si immaginano dei personaggi, inevitabilmente c’è un rapporto di filiazione. Tutti assomigliano all’autore, chi più chi meno, e a tutti si deve voler per forza bene, altrimenti non si riesce a raccontarne le ragioni e le cause dei comportamenti. Io li amo tutti, profondamente; forse quello che mi assomiglia di più è Pisanelli, col suo amore per la città e la sua sensibilità all’ingiustizia; ma anche Palma, il suo modo dolente e delicato di amare.

Uno dei temi di questo libro è il rapporto "padre-figlia". Che cosa è per te la paternità/essere padre?

La paternità è un evento che divide la vita di un uomo in due, il prima e il dopo. Finisce l’età dell’egocentrismo, dell’inseguimento della propria esclusiva felicità, e comincia quello della preoccupazione e dell’orgoglio indiretto. È il mio sentimento dominante, quello a cui devo di più, e questo inevitabilmente si riverbera nelle mie storie.

Un augurio che vorresti fare ai tuoi lettori per questo 2022?

Quello di festeggiarne la fine, tra un anno. Mi sembra, di questi tempi, davvero già tantissimo.