"Ecchecavolo. Il mondo secondo Imma Tataranni" - Mariolina Venezia

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In certi casi, invece, l’omicidio andava depenalizzato. Una conclusione a cui la dottoressa era giunta dopo alcune riflessioni pomeridiane originate dal famoso libello di Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, e da uno strano caso che le si presentò nel corso della sua lunga e accidentata carriera: un giovane uomo nudo, legato alla spalliera del letto con un colpo di arma da fuoco in fronte”.

Quando è possibile depenalizzare l’omicidio? Questo è solo uno degli esempi di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, ideati da Imma Tataranni, per esprimere la sua personale visione del mondo. Sul banco degli imputati ci sono luoghi comuni e manie delle persone che Imma incontra: i lettori ritrovano la Imma che hanno imparato a conoscere nei romanzi precedenti e, grazie a questo libro, iniziano a comprenderla meglio, legge dopo legge.

Imma tollera poco le battute di chi cerca di essere simpatico a tutti i costi: “Ma perché volevano rendersi simpatici a tutti i costi? Che magagna avevano da nascondere? Che fregatura cercavano di rifilare? E ancora peggio, se non c’era il doppio fine, a che serviva sprecare neuroni in quell'attività che faceva perdere tempo a chi la propinava e affliggeva chi era costretto a subirla? Una multa, avrebbe messo, decideva fra sé. Ecco. Il carcere era troppo, d’accordo”.

E che cosa dire, poi, degli impiegati che scaldano la sedia? “In qualunque azienda, ufficio pubblico o istituzione – si diceva Imma un lunedì di quelli da cancellare, salendo a testa bassa le scale della Procura – c’è una cosa che conviene fare a qualunque impiegato di qualunque categoria: niente. Niente – ribadiva fra sé e sé imboccando il corridoio con un passo dei suoi peggiori – è la parolina magica che innesca il processo del quieto vivere”.

I capitoli brevi ci portano accanto a Imma nel suo viaggio per il mondo, facendoci vedere il mondo stesso e chi lo abita attraverso i suoi occhi: l’otto marzo, il rapporto tra fratelli e sorelle, il diritto di sbotto, le suocere…Per ogni aspetto della vita quotidiana Imma offre la sua personale visione e il rimedio per contenere le peggiori deviazioni del mondo moderno. E che cosa dire del pranzo della domenica, una delle tradizioni più resistenti e amate/odiate in Italia? “Il pranzo della domenica andava regolamentato. In un paese evoluto e civile, o che almeno così si pretendeva, non poteva più essere tollerato quella specie di Far West dove tutto era permesso, e se non era lecito lo diventava, dove ogni peggiore abuso veniva condonato, creando un precedente che poteva essere usato anche a fini legislativi, e persino gli attentati più sadici al benessere psicofisico passavano in cavalleria o venivano insabbiati, in una perdita di memoria storica che apriva il varco alla barbarie. Basta, col cannellone selvaggio, il roast beef abusivo, l’agnello vagante che si infilava tra una portata e l’altra manco fosse uno stuzzichino”.

Questo è un libro in cui tutti i lettori possono riconoscere le proprie reazioni rispetto all’uno o all’altro degli argomenti trattati: chi non ha mai provato la tentazione fortissima di punire la suocera? Chi non si è mai trovato a lavorare con colleghi nullafacenti e ritardatari? E che cosa dire degli scrocconi? Una menzione speciale è per il brutto carattere, di cui così spesso Imma stessa viene accusata: “Questo editto concerneva i cittadini dotati di brutto carattere, o cattivo carattere, come si voleva. Prima di tutto andavano disciplinati i criteri che lo definivano. Perché non poteva essere che il primo che si svegliava la mattina ne sancisse i confini e le proprietà secondo parametri tutti suoi personali che dipendevano da esperienze private, da traumi subiti in tenera età, dall’orientamento politico o sessuale…Secondo te uno che dice le cose come stanno ha cattivo carattere? Uno che non fa finta che va tutto bene quando invece le scatole gli girano, ha cattivo carattere oppure ce l’ha buono?

Ecchecavolo è un piccolo grande regalo per gli amici di Imma: un modo simpatico per entrare nel modo di pensare di Imma e per vedere la vita con i suoi occhi. Può essere letto tutto d'un fiato oppure può essere il compagno perfetto nei momenti in cui si ha bisogno di leggerezza e di un'amica sicura.

È il libro ideale per chi già conosce Imma, perché è un modo simpatico e riuscito per comprendere fino in fondo il suo pensiero! E per chi non la conosce, può essere il modo per avvicinarsi a lei, provando sicuramente, alla fine, la voglia di tornare indietro e leggere il resto.

Mariolina Venezia ci racconta di questo libro, di Imma e di altro ancora…

Innanzitutto, Mariolina, io la volevo ringraziare per questo personaggio meraviglioso, Imma. Come è nata l’idea di questa “raccolta” di leggi di Imma?

È una cosa che si trova anche nei libri precedenti di Imma Tataranni, inizia soprattutto in Maltempo, in cui ogni tanto, mentre conduce un’indagine, le viene di fare una legge, la prima è proprio quella sul turismo, sui turisti che vogliono andare da una parte all’altra: “Va bene qualunque motivazione, basta che ce ne sia almeno una” oppure, sempre in Maltempo, pensa che abolirebbe i sampietrini perché si infilano i tacchi. E, quindi, mi sono divertita a estendere questo gioco e a immaginare perché pensavo che il personaggio si potesse esprimere bene così, in questa idea del mondo.

Per me è stato divertente leggerlo a sprazzi, mi chiedevo “Che cosa penserebbe Imma in questo momento?”

Questo è un libro che se letto dall’inizio alla fine può essere come un romanzo perché ci sono delle cose che si sviluppano, come il suo pensiero per Calogiuri. Ma si può consultare anche come un codice, come una cosa che uno ogni tanto legge.

La mia legge preferita è quella contro le persone che vogliono essere simpatiche a tutti i costi, con la battute, la sua?

Quella, sì. Una che mi diverte, anche se so che è molto impopolare, però, è quella sul telefono. Mentre un tempo si faceva solo una telefonata e basta, invece adesso si manda il messaggio “Quando ti posso richiamare?” ecc. Così si perde un sacco di tempo, con diecimila messaggi…uno chiama, se si può rispondere si risponde, e via. Oggi sono tutti così indaffarati…

Quanto è forte il suo legame con la Basilicata?

È un legame molto forte. Avendola molto raccontata nei libri, il legame si è anche rinsaldato perché la racconto nei libri, faccio delle ricerche, queste ricerche mi portano ad andare in giro, a conoscere gente, poi scrivo libri che si svolgono in Basilicata, quindi faccio le presentazioni. È un legame che era già forte e che si è rafforzato proprio grazie ai libri.

Possiamo aspettarci presto un’altra storia di Imma? A che cosa sta lavorando ora?

Il libro è uscito da non molto. In autunno ci saranno le nuove puntate della fiction, quindi la cosa va avanti.

Il fatto è che noi lettori vogliamo sapere come va con Calogiuri, come va tutto…

Anche in questo libro comunque ci sono delle novità…

Sì, in effetti, questo libro, secondo me, può essere apprezzato se si conoscono i precedenti, in modo da apprezzare un po’ tutte le cose…

In realtà è vero anche il contrario perché questo è un libro in cui si conosce meglio proprio Imma. Imma è al centro, con i suoi pensieri, i suoi ricordi, ci sono delle cose che non si sapevano di lei.

C’è qualcosa di autobiografico in Imma?

È una cosa che mi chiedono sempre; c’è nella misura in cui c’è in tutti i personaggi che scrivo.

Grazie di cuore per la disponibilità! E alla prossima storia!