"Pattini d’argento" - Mary Mapes Dodge

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Cari ragazzi e ragazze rimasti a casa, se voi tutti poteste essere oggi qui con me, come ci divertiremmo assieme a passeggiare per questa bella città! Come contempleremmo le case sbilenche ma col fronte rivolto sempre verso la strada, gli specchietti inclinati fissati fuori di ogni finestra perché possa vedersi da lassù chi bussi alla porta di casa, gli zoccoli ai piedi della gente, i carrettini tirati da cani, i mulini a vento lontani e gli alti, grandi magazzini; i canali che svolgono il doppio compito di strada e di fiume, e la singolare mescolanza di alberi e di alberature di navi che sorge in ogni direzione! Sì, sarebbe bello!”.

Siamo alla fine dell’Ottocento, è il mese di dicembre. È la vigilia della festa di San Nicola, in Olanda. Hans e Gretel sono due fratelli, molto legati tra loro, pieni di spirito e di allegria, nonostante la loro famiglia abbia subito una grande disgrazia e versi in condizioni di estrema difficoltà.

Mentre tutti i ragazzi del paesino, Broek, volteggiano su pattini nuovi di zecca, Hans e Gretel sono costretti a usare vecchi pattini di legno costruiti da Hans e ad arrangiarsi come possono per studiare e allo stesso tempo aiutare la madre.

La mamma era una povera contadina, tanto povera non poter comperare ai suoi bambini dei pattini veri. Ma, anche se rozzi, quei pattini di legno permettevano ai due fratelli di trascorrere sul ghiaccio ore felici. In essi non c’era invidia per chi possedesse pattini d’acciaio, mentre con le dita rosse dal freddo si andavano legando le cinghie alle caviglie”.

Da quando il loro papà, Raff Brinker, ha subito un terribile incidente sul lavoro rimanendo inabile, la famiglia va avanti con grosse difficoltà. Il padre e la madre avevano risparmiato un bel po’ prima dell’incidente e il padre aveva nascosto il sacchetto con i risparmi in un luogo sicuro, ma nessuno sa dove e Raff è troppo malato per ricordarlo. In seguito all’infortunio, Raff, infatti, ha perso la memoria e deve essere accudito come un bambino.

I ragazzi di Broek sono tutti eccitati perché sta per svolgersi una gara di pattinaggio che ha come premio finale un paio di pattini d’argento. Hans e Gretel desiderano profondamente vincere la gara e avere i pattini, ma ancor di più il loro desiderio è riuscire ad aiutare il loro papà a guarire. E attraverso le vie misteriose che spesso la vita sceglie, Hans un giorno si imbatte nel famoso Dott. Boekman, uomo considerato burbero e scostante, ma medico eccellente, che accetta, con grande sorpresa di tutti, di aiutare gratuitamente Raff. E ci riuscirà, ricevendo in cambio un dono che nessuna somma di denaro avrebbe mai potuto comprare, a riprova del fatto che la generosità viene sempre ricompensata.

Mary Mapes Dodge ha scritto questo che viene considerato il miglior romanzo per ragazzi, bello da leggere e rileggere a ogni età, ambientato in Olanda, senza mai essere stata in quel Paese. Eppure l’autrice riesce a regalare ai lettori di ogni epoca un’immagine precisa dell’Olanda, dei suoi abitanti, dei suoi ragazzi. L’atmosfera incantata del racconto è creata in modo perfetto dalle descrizioni dei fiumi ghiacciati e della neve, del bianco abbagliante e del freddo gelido, delle dighe e dei mulini a vento. È difficile credere che Mary Mapes Dodge non sia mai stata in quei luoghi. Eppure è così: l’autrice non ha mai lasciato New York, dove era nata e dove si era sposata e dove aveva iniziato a scrivere, spinta dal bisogno di guadagnare, dopo essere rimasta vedova con due bambini.

Pattini d’argento, pubblicato nel 1865, esercita da sempre un’attrazione fortissima sui giovani lettori, che si lasciano incantare dalle descrizioni di un mondo così lontano e così diverso eppure così affascinante: generazioni di giovani lettori si sono lasciati trasportare dall’immaginazione, visualizzando pagina dopo pagina paesaggi innevati e ghiacciati, gruppi di ragazzini volteggianti sul ghiaccio, abiti colorati che spiccano sul bianco della neve.

Oltre a regalare un quadro piuttosto preciso di un Paese lontano, Pattini d’argento negli anni ha portato i lettori a interrogarsi e a riflettere su alcune tematiche sempre attuali: il valore della famiglia e dell’unione tra i familiari soprattutto nel momento della difficoltà; il senso dell’amicizia; il dono del sacrificio; la pazienza verso chi ha bisogno di aiuto; la grinta e la voglia di superare ogni ostacolo.

Oggi determinati sviluppi della storia possono sembrare un po’ edulcorati e, addirittura, sdolcinati. Eppure è proprio in un’epoca come la nostra, un’epoca di toni accesi e di contrasti, che si ha bisogno di bontà e di bellezza. È proprio in un tempo come quello che stiamo vivendo che parlare di buoni sentimenti, di sacrificio per gli altri, di attenzione a chi è in difficoltà acquisisce un valore di rottura.

E allora ben vengano sentimenti “buonisti” e un lieto fine. Oggi c’è bisogno anche di questo, a ogni età. E immergersi in una storia come Pattini d’argento, a qualsiasi età, può essere considerato un trattamento dolce contro le asperità del nostro tempo.