Altavilla Irpina e il suo santo

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Viaggiando nella provincia irpina, a soli 15 km da Avellino, si scopre un borgo pittoresco, Altavilla Irpina, in cui Giovanni Verga ambientò nel 1882 il romanzo "Il marito di Elena", borgo che ha dato i natali a un santo dei nostri giorni, Sant’Alberico Crescitelli, missionario del Pime, martirizzato in Cina nel 1900, durante la rivolta dei Boxer, e proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2000.

Alberico Crescitelli nacque ad Altavilla Irpina nel 1863 e fu ordinato sacerdote il 4 giugno 1887; ritenuto idoneo per l’apostolato missionario, fu subito disposta la sua partenza verso la Cina per l’autunno. Prima di partire trascorse un lungo periodo nella sua cittadina natale, partecipando alle funzioni e alle attività del luogo. Il 1887 fu anche l’anno del colera ad Altavilla, con un’epidemia scoppiata con violenza il 12 settembre: Padre Alberico, che era ancora lì, non volle più allontanarsi, associandosi all’opera di assistenza alla popolazione. Il bilancio del colera ad Altavilla fu tragico, con 275 persone colpite e 103 morte. I tre quarti della popolazione fuggirono verso le campagne e in paese rimasero ben pochi per aiutare ed assistere gli ammalati e i moribondi e per dare sepoltura ai morti. Alla fine dell’epidemia, il 31 ottobre, padre Alberico partì per Roma e da lì, ad aprile 1888, per lo Shensi meridionale, ora diocesi di Hanchung, mèta della sua missione. Dopo una sosta a Hong Kong, località a quel tempo in via di sviluppo, che la Cina nel 1841 aveva ceduto all’Inghilterra, Padre Alberico giunse a Shanghai il 14 maggio. La vita in Cina non poteva certo essere definita quella di un Paese tranquillo per chi vi giungeva, con spostamenti continui su territori impervi, viaggi lungo fiumi e affluenti, un difficile adattamento al clima nonché agli usi e costumi locali, oltre alla necessità di acquisire familiarità con la lingua locale. Per giungere a Siaochai, antica comunità cristiana sulla riva destra del fiume Han, Padre Alberico impiegò 81 giorni di viaggio in barca, attraversando 2000 km di fiumi. Là iniziò subito ad addestrarsi nella lingua locale e l’addestramento fu protratto per alcuni mesi finché si sentì pronto ad avviare la sua attività missionaria visitando le comunità cristiane disseminate lungo il fiume Han. A Han-yang-pin costruì una chiesa; formò colonie agricole, grazie alle competenze in agricoltura, e a gennaio 1900 gli furono affidati i distretti di Mienhsien, Lioyang e Ningkiang. In quegli anni la situazione economica delle campagne cinesi, già provate dalla siccità, fu messa a dura prova dalle piogge interminabili che distrussero raccolti e impedirono di seminare, il che portò a uno spaventoso aumento dei prezzi. Ormai serpeggiava una forte ostilitàcontro i cristiani: furono esclusi anche dal razionamento dei viveri e dall’assegnazione di sussidi. A questo punto Padre Alberico lottò perché i sussidi fossero estesi, con giustizia, a tutti, anche ai cristiani. I pagani si opposero, convinti che così le razioni a loro destinate si sarebbero ulteriormente ridotte. E proprio questo costerà la vita a Padre Alberico, che gestiva orfanotrofi con centinaia di bambini e aveva bisogno di questi contributi. In tutto il Paese i missionari e la Chiesa, espressione del mondo occidentale, divennero oggetto di persecuzioni e omicidi, rivolti sia contro i missionari che contro i cinesi cristiani. In questo clima si affacciò sulla scena la società segreta dei ‘Boxer’ che scatenò una vera e propria guerra contro gli stranieri. E in questo contesto matura il sacrificio di Alberico Crescitelli che, tradito da un doganiere che gli aveva offerto riparo, fu assalito da un gruppo di persone in un attacco particolarmente violento e raccapricciante, fino alla decapitazione finale,con il corpo gettato nel fiume. Padre Alberico è stato beatificato da papa Pio XII il 18 febbraio 1951 e poi proclamato santo il 1° ottobre 2000 da papa Giovanni Paolo II.

Oggi ad Altavilla Irpina è possibile visitare la Casa Museo del santo: una visita che rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo, che dalla provincia irpina porta il visitatore fino alla Cina degli inizi del ‘900. La Casa Museo, aperta martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00 – 12.00 e dalle 16.30 – 19.00, contiene le numerose reliquie del Santo altavillese: gli effetti personali, gli abiti sacri, le lettere scritte dalla Cina, testimonianza della vita difficile in quel Paese straniero, così diverso dal mondo allora conosciuto. È possibile anche vedere la camera da letto, semplice e spoglia.

Insieme alla Casa Museo è possibile, poi, visitare la Parrocchia S. Maria Assunta, Santuario dedicato ai Santi Martiri Pellegrino e Alberico Crescitelli, le cui prime notizie risalgono nelle pubbliche scritture del 1300, anche se non esiste più alcun documento che ne attesti la fondazione. Anche il Monastero Verginiano merita di essere visto: a pianta quadrilatera, con portico e chiostro, conserva all'ingresso un antico stemma sul portale in pietra con iscrizione MV, indicante l'appartenenza del fabbricato alla casa religiosa di MonteVergine. Sul lato destro dello stesso portale si legge la data 1691. Oggi l'edificio è sede del Municipio, come ricorda la lapide sulla parete esterna della costruzione.

 

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