Assegno nucleo familiare, Primavera Meridionale: "Condividiamo solo l'erogazione diretta da parte dell'Inps

Fonte Immagine: avig

La nota di Eugenio Musto, coordinatore dipartimento "Famiglia e Lavoro" di Primavera Meridionale.

La scelta del governo italiano di intervenire rispetto al tema degli assegni familiari ci convince solo per quanto riguarda la variazione relativa alle modalità di erogazione: esonerare i già troppo tartassati datori di lavori dall’adempimento degli stessi in busta paga, seppur sotto forma di anticipo, è una decisione che condividiamo in modo convinto. Ma, se esso vuole essere un sostegno, è evidente che non risolve per nulla i gravi problemi che colpiscono le famiglie italiane e non stimola la necessaria, seppur tardiva, tendenza all’incremento demografico, le cui cifre sono caratterizzate da un segno negativo da troppi anni. Osservando i dati Istat, il deficit di "sostituzione naturale" tra nati e morti nel 2020 ha raggiunto -335mila unita', acclarando, de facto, una drammatica situazione che sancirebbe, tra non molti anni, una vera e propria estinzione della popolazione italiana.

La ricorrente svolta annunciata dal premier Mario Draghi nei propri discorsi non è stata percepita, così come non si è certamente concretizzata nelle riforme relative al fisco ed alla giustizia. I cittadini italiani si aspettavano finalmente iniziative sagge ma coraggiose, mentre si continua a giacere in un limbo insopportabile, mossi dall’antico precetto “cambiare affinché nulla cambi”. E’ ora che lo Stato Italiano comprenda che, se davvero ha a cuore la sopravvivenza del proprio popolo, deve letteralmente farsi carico dei figli degli italiani, considerandoli - quali sono - il futuro di una patria privata del proprio avvenire da scelte scellerate di pseudo politicanti orfani di un vero progetto di nazione, totalmente carenti di idee. La politica italiana ha il sacrosanto dovere - soprattutto in virtù delle condizioni statistiche di cui sopra - di sostenere non solo le nascite bensì le consuete necessità economiche di ogni minore italiano, non mediante elargizioni “una tantum” ma creando veri e propri sistemi che restituiscano davvero sicurezza ai giovani italiani. Tali benefici devono essere estesi ad ogni italiano di età inferiore ai 18 anni, eliminando finalmente l’odiosa ed incomprensibile distinzione tra figlio di dipendente e di lavoratore autonomo, nonché tra chi ha la fortuna di avere un lavoro e chi è inoccupato. Solo così si potrà dare al nostro Paese quella spinta vera che gli permetterà di tornare a riprendersi il ruolo che gli spetta.

Come Primavera Meridionale, insieme al Presidente Sabino Morano, ci impegneremo, nei prossimi mesi, ad organizzare convegni relativi al dipartimento che rappresento, “Famiglia e Lavoro”, per dar voce a quella maggioranza di nostri concittadini che non vuole più rimanere silenziosa.