Caporetto calcistica

Fonte Immagine: repubblica

L'Italia non va al mondiale da Campione d'Europa in carica. Qualcosa di impensabile dopo la vittoria di luglio 2021 in Inghilterra, ma eccoci qui a notificare un altro fallimento calcistico.

Secondo me ci sono due analisi da fare: una riguarda prettamente il campo e l'altra riguarda tutto ciò che è in generale il nostro calcio.  Per quanto riguarda la prima, semplicemente se Jorginho segna anche uno dei due rigori con la Svizzera siamo in Qatar. Ieri Berardi riceve il pallone dal portiere avversario e a porta vuota non segna, ma glielo restituisce.

Rispetto alla scorsa estate in campo avevamo in meno Chiesa e Bonucci rispetto agli altri giocatori, ma quello che ho notato è stata la mancanza di "fame", di "cattiveria", troppo leziosi ed imprecisi sotto porta, ciò che non accedeva agli Europei, dove inoltre "filava tutto liscio", infatti gli episodi e i rigori sono andati a nostro favore.

Svanito l'effetto, si va a casa.

Sotto l'aspetto puramente tecnico, secondo me, mancano le punte: Immobile in Nazionale non è quello della Lazio , perché evidentemente i movimenti e il modulo non gli consentono di essere letale in area di rigore. Gli altri attaccanti, con tutto il rispetto, non sono di grande spessore... basti pensare che abbiamo finito con Joao Pedro che milita nel Cagliari.  Mancini, per me, ha cercato di dare un gioco a questa squadra, di farla diventare gruppo ma tra l'Europeo vinto ed oggi avrà sbagliato anche lui qualcosa, soprattutto nella gestione della tensione in campo, il pallone scottava e il nervosismo era palese.

La seconda analisi è essenziale per comprendere che siamo indietro su tutto. Se diamo uno sguardo alle strutture dove poter far crescere i nostri ragazzi, ci rendiamo conto che siamo da terzo mondo calcistico , soprattutto al sud. I nostri settori giovanili non decolanno perché le istituzioni non mettono in condizione le società di poter investire ed esse puntano ad andare a comprare all'estero. Le squadre di vertice di A hanno tutti gli attaccanti "stranieri", le colpe chiaramente sono da condividere tra istituzioni e società, perché negli ottanta e novanta arrivavano in Italia i migliori stranieri ed oggi arrivano quelli con un tasso tecnico elevato ma che non sono campioni. Quindi, secondo me, tanto vale puntare sui giovani italiani e valorizzarli, abituarli al grande calcio e alle grandi pressioni.

La batosta è pesante ma occorre rialzarsi subito, e quando ci sono le rifondazioni deve essere rinnovata tutta la dirigenza, fino all'allenatore . Questa è la nostra caporetto calcistica ma sono sicuro che ripartiremo alla grande, a patto che si capisca dove intervenire. Forza Italia!