Carburanti: Governo inadeguato

Fonte Immagine: newsauto

Partiamo da un dato oggettivo: per ogni litro di carburante, lo Stato percepisce circa il 50% dell’importo pagato dal consumatore, della cui percentuale, la maggiora parte è costituita da accise, che supera di gran lunga l’imposta sul valore aggiunto.

Date tali premesse, il governo avrebbe decretato uno sconto pari a 25 cent., che andrebbe a ridurre l’introito relativo alle accise, nonostante l’inflazione relativa al costo finale in esame abbia registrato un aumento totale superiore ad un euro.

Detto ciò, convinti che non si possa continuare con il metodo palesemente fallimentare delle “elargizioni una tantum” a cui ci hanno abituato gli ultimi governi nazionali, è indiscutibile che bisogna stravolgere il suddetto modus operandi in favore della costruzione dal basso di veri e propri sistemi, le famose riforme strutturali, in riferimento alla drammatica situazione dei carburanti e non solo. Perché, andando ad esaminare le varie voci presenti nella quota relativa alle accise, ci imbattiamo in: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936; finanziamento della crisi di Suez del 1956; ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963; ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966; ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968; ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976; ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980; finanziamento della missione in Bosnia del 1996; rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; acquisto di autobus ecologici nel 2005; terremoto dell’Aquila del 2009; finanziamento alla cultura nel 2011; arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011; alluvione che ha colpito Liguria e Toscana nel 2011; decreto “Salva Italia” del 2011; ricostruzione dopo il terremoto in Emilia del 2012.

Credo che evidenziare la triste realtà nello specifico renda inutile e superfluo commentare ulteriormente tale abuso da parte di uno Stato che continua a definirsi “di diritto”.