Club27

Fonte Immagine: artwave.it

La vita di ognuno di noi è caratterizzata da un continuo e folto subisso di coincidenze. Si realizzano di quelle più banali, come pensare ad una persona che un istante dopo ci manda un whatsupp, ma anche di quelle più complesse, come per esempio una sincronicità, curiosamente acasuale.

Si verifica, poi, una simultaneità di eventi, ripetuti nel tempo e con le medesime connotazioni, che definirla semplicemente un insieme di casualità equivale a commettere quantomeno una leggerezza. È il caso del cosiddetto "Club27", appellativo introdotto nel lontano 1994, a seguito della morte di Kurt Cobain, leader del gruppo musicale dei Nirvana.
Questo curioso cenacolo comprende svariati artisti di inconfutabile fama, tutti trapassati all'età di ventisette anni, in circostanze inconsuete o violente. Sarà uno stereotipo del settore in questione, ma è un fatto che le cause dei decessi siano pressoché quasi tutte riconducibili ad alcool e droghe.
La straziante lettera che Cobain lasciò alla figlia, prima di suicidarsi, ci consegna la figura di un uomo estremamente sensibile ed altrettanto debole. E non è un caso che il coroner rinvenì nella salma di Kurt un'eccessiva quantità di eroina e Valium.

Jim Morrison faceva abuso di alcool e droghe: il suo corpo fu ritrovato nella vasca da bagno dell'hotel 13 di Parigi, lo stesso dove morì Oscar Wilde.
Sorte simile toccò all'indimenticata Janis Joplin, trovata cadavere in una stanza d'albergo di Los Angeles, stroncata da un'overdose di eroina.

La straordinarietà di questo club è confermata da un altro socio d'eccezione, colui che più di altri ha rivoluzionato il rapporto tra l'uomo e la chitarra: Jimi Hendrix. Introdotto nel mondo delle celebrità del rock, nel 1967, dal beatle Paul McCartney, Jimi fu trovato morto il 18 settembre 1970, al Samarkand Hotel di Londra: un conato di vomito, causato da una mistura di alcool e tranquillanti, provocò il soffocamento dell'artista.

Amy Winehouse, la compianta regina di Camden Town, è di certo una dei membri del Club27 più sublimi che siano passati a miglior vita nel recente passato. Una voce straordinaria stroncata il 23 luglio del 2011. Le cause della morte sono ancora oggi incerte, forse un eccessivo abuso di alcool dopo un lungo periodo di astinenza.

Diversi, quindi, sono i nomi illustri colpiti dalla cosiddetta "maledizione del 27" ma, come spesso accade nelle tradizioni più eccelse, la storia più intrigante ed oscura appartiene al tesserato numero uno di questo enigmato club, il chitarrista blues Robert Johnson. Classe 1911, la sua vita è un intreccio continuo di eventi dai tratti leggendari quanto occulti. Si narra che la sua straordinaria capacità di suonare fosse frutto di un patto con Lucifero, la pietra di scambio sarebbe stata la sua stessa anima. In verità, il primo ad alimentare tali voci fu proprio Robert, che, mediante i suoi testi, raccontava di demoni e spettri.
"Early this morning ooh
When you knocked upon my door
And I said, "Hello Satan"
"I believe it's time to go".

 

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