E' giunta l'ora di Verstappen?

Fonte Immagine: motorsport

Quella delle rivalità tra i piloti di Formula 1 è una delle pagine più amate e allo stesso tempo più discusse all’interno dell’universo delle quattro ruote, capace di dividere i sostenitori dei relativi beniamini al pari degli omologhi calcistici. 

Tralasciando i vari Tazio Nuvolari e Juan Manuel Fangio, che nei relativi decenni hanno vinto, dominando senza incontrare avversari tali da poterli mettere in difficoltà, dagli anni ’70 in poi i circuiti automobilistici hanno subito sulla propria pelle, o meglio sul proprio asfalto, vere e proprie faide, spesso al limite del regolamento, tra i moderni gladiatori delle quattro ruote, dove la propria monoposto viene brandita come fosse una lancia oppure una freccia da scagliare contro il proprio avversario.

Il primo duello di cui si ha memoria è quello tra l’austriaco Niki Lauda ed il britannico James Hunt, due piloti ma soprattutto due uomini agli antipodi tra di loro, introverso e riservato il primo, estroso e spavaldo il secondo, una differenza nel modo di vivere e nel correre talmente netta, da aver spinto il regista Ron Howard a realizzare un’apposita trasposizione cinematografica dal titolo “Rush”, in cui vengono narrate le gesta sportive ed il grande rispetto tra i due assi del volante e l’impresa di Lauda, che rimasto vittima del terribile incidente al Nürburgring, rientrò miracolosamente all’ultima gara del mondiale, dopo aver lottato tra la vita a e la morte in un letto d’ospedale. 

Più in avanti con gli anni, altri due piloti diversi come il giorno e la notte, hanno scritto pagine memorabili di questo sport,; il freddo, analitico e calcolatore Alain Prost ed il talentuoso, carismatico e compianto Airton Senna. Il loro dualismo fu più unico che raro, visto che i due corsero per alcuni anni nella stessa scuderia, la McLaren-Honda, senza tuttavia risparmiarsi sgarbi personali, non del tutto in linea con il gioco di squadra.

Durante gli anni 90 tutti ricorderanno le molteplici sfide che hanno visto protagonisti dal un lato Michael Schumacher, l’idolo di tutti i ferraristi, ed i suoi grandi avversari come Damon Hill, Jacques Villeneuve dapprima ed infine il finlandese Mika Hakkinen, gli unici che hanno saputo tenere testa e ritardare di qualche anno il lustro di vittorie del pilota tedesco e del cavallino rampante. 

Finita l’era Schumacher il mondo delle monoposto ha visto sventolare il vessillo di un altro pluricampione, il britannico Lewis Hamilton, il primo campione di colore in questa specialità, portatore di un grande carico di aspettative da parte degli addetti ai lavori e capace di non delurle, impresa non riuscita al tedesco Sebastian Vettel, vittima di debolezze caratteriali e di una monoposto non proprio all’altezza delle avversarie.

L’attuale campionato del mondo vede al comando, a due gare dal termine, il ventiquattrenne olandese Max Verstappen, che si ritrova nelle proprie mani la possibilità di far caleare il sipario sul dominio Hamilton e far soffiare un vento di novità in uno sport che vede l’abbandono graduale delle tv pubbliche a favore di quelle private a causa del calo di interesse degli spettatori, probabilmente stanchi ed appiattiti dalla mancanza di duelli alla pari. Riuscirà il giovane Verstappen a risvegliare l’entusiasmo da troppo tempo assopito di milioni di appassionati e soprattutto di sponsor e mass media?

Ancora poche settimane di pazienza ed avremo la risposta, non ci resta che aspettare.