E’ Augusto l’uomo più ricco della storia

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Dal marzo 1987, ogni anno la rivista statunitense Forbes stila la classifica delle persone più facoltose del pianeta. In tale classifica il nostro bel paese non conta granché, infatti, il primo italiano in lista nel 2021 è Giovanni Ferrero, il cognome dice tutto, che si piazza al 40esimo posto con un patrimonio di "soli" 35,1 miliardi di dollari, il secondo è Leonardo del vecchio, fondatore di Luxottica, con 25,8 miliardi. Ma se spostiamo l'arco temporale a tutta la storia dell'umanità, non c'è gara, infatti, l'uomo più ricco di tutti i tempi è senza ombra di dubbio un nostro avo con la stratosferica cifra di 4600 miliardi di dollari, ben 23 volte di più del primo classificato del 2021, l'americano Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon; un primato ancora intatto e che difficilmente sarà superato. La certificazione di questa superiorità è dovuta ad uno studio del professore Ian Morris, docente di storia all'Università di Stanford in California, nella contea di Santa Clara, a circa 60 chilometri a sud di San Francisco. Questo nostro compatriota è nato a Roma, precisamente sul colle Palatino, il 23 settembre dell'anno 63 a.C., e risponde al nome di Gaio Giulio Cesare Augusto, il primo Imperatore romano dal 27 a.C. al 14 d.C. Ad onor del vero, alcuni studiosi mettono in cima al podio Mansa Musa, vissuto dal 1280 al 1337 d.C., re di Timbuktu, il più grande produttore di oro del mondo. Ma i dati e le fonti per stimare la sua ricchezza sono quasi inesistenti, pertanto, "Verba volant, scripta manent". Di fronte a cifre così incredibili, la domanda sorge spontanea: "Come ha fatto Augusto ad accumulare una fortuna così straordinaria?". Per rispondere correttamente a tale interrogativo dobbiamo fare un passo indietro e capire chi era l’Imperatore. Questi era figlio di Gaio Ottavio, primo della gens Octavia ad ottenere un posto in senato e numerose altre cariche pubbliche; la madre era Azia maggiore, figlia di una sorella di Giulio Cesare, pertanto, Ottaviano era il pronipote di Cesare. La morte di cotanto prozio lo raggiunse ad Apollonia, dove stava preparando la guerra contro i Parti, e venne a sapere dal testamento che era stato adottato e nominato erede. Si precipitò a Roma per rivendicare i suoi diritti di figlio unico adottivo, ereditando il 75% delle ricchezze di Cesare, e prendendo il nome del defunto. Cosa non trascurabile fu l'appropriazione di 700 milioni di sesterzi, destinati alla guerra contro i Parti appena sbarcato a Brindisi. Sul piano politico entrò subito in conflitto col console superstite Marco Antonio, poiché a quel tempo Roma era una repubblica, retta dal senato e da 2 consoli di nomina annuale. La resa dei conti ci fu nella battaglia di Azio del 2 settembre del 31 a.C., dove fu sconfitta anche Cleopatra, amante di Antonio. Gaio in un colpo solo sequestrò tutti i beni di Antonio, conquistando anche l'Egitto.  Eliminati tutti i suoi nemici e diventato di fatto il padrone dello stato, avendo il sostegno degli eserciti, essendo l'unico console rimasto ed anche tribuno della plebe, cominciò a farsi riconoscere dal senato e dal popolo sempre più cariche, rifiutando la nomina a dittatore offertagli, memore della sorte del padre. Ottenuto il principato, ricevuto dal senato il titolo onorifico di Augusto (Grande, venerabile) si concentrò nel riordino dello stato e di tutte le sue province, attuò tutta una serie di riforme che insieme ad un periodo di pace duratura, fecero esplodere la crescita economica, garantendo un lungo periodo di benessere diffuso.

La ricchezza che Augusto riuscì a far arrivare nelle casse dell’Impero era direttamente proporzionale alla sua: governava su un territorio che produceva circa tra il 25 e il 30 per cento dell’intera produzione economica globale. Ad un certo punto arrivò a possedere un capitale personale pari a un quinto dell’economia di Roma, inoltre, fu proprietario privato dell’intero regno d’Egitto.

Iniziò ad appropriarsi delle tasse riscosse in Egitto, che divenne una tra le più ricche province imperiali (non a caso ribattezzato “granaio dell’Impero”), e costituì la base economica sulla quale consolidare il patrimonio della dinastia giulio-claudia.  Se ancora non riusciamo a percepire l'entità della sua fortuna, può essere un utile esercizio capire cosa avrebbe potuto comprare l’Imperatore oggi. Augusto potrebbe costruire da solo per 30 volte la stazione spaziale internazionale che è costata circa 150 miliardi di dollari. Potrebbe comprare 92 volte la Gioconda di Leonardo, il cui valore è stato recentemente stimato, da un noto imprenditore francese, in circa 50 miliardi di dollari. Potrebbe regalarsi 1150 yacht History supreme del valore di circa 4 miliardi di dollari ciascuno. Anche uno stato ricco e potente come la Germania dovrebbe inchinarsi a Lui, infatti, il Pil tedesco supera di poco i 4000 miliardi di dollari. Purtroppo tale magnificenza non durerà in eterno, infatti, alla sua morte il suo immenso lascito entrò nelle disponibilità dei suoi eredi, che furono capaci di sperperarne la maggior parte: basti pensare alla vita dissoluta e stravagante degli imperatori Caligola e Nerone.

 

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