E se il Mediterraneo diventasse nuovamente un lago?

Fonte Immagine: sienanews

Il Mar Mediterraneo, chiuso tra Europa, nord-Africa e Asia occidentale da sempre è stato considerato come la culla di alcune tra le più antiche civiltà della terra, e teatro principale, di alcune tra le vicende più importanti che hanno fatto la storia delle culture occidentali. Nelle sue profondità conserva vestigia archeologiche e relitti a testimonianza di civiltà che oggi non esistono più.

Tra questi reperti archeologici, altri reperti ben più antichi, risalenti a circa 6 milioni di anni fa testimoniano una dei maggiori eventi geologici avvenuti nel Miocene sup, che hanno coinvolto il Mediterraneo, portandolo a diventare un enorme lago salato, questo evento è conosciuto come la crisi salina del Messiniense.

Questa crisi salina, iniziata circa 5.96 milioni di anni fa e durata circa 270.000 anni trasformò il nostro mediterraneo in un enorme lago salato. In quell’epoca i continenti ancora non erano posizionati dove li vediamo attualmente e tantomeno presentavano la forma attuale benché la geografia tendeva a somigliare a quella odierna, vi erano però delle differenze sostanziali, ad esempio lo Stretto di Gibilterra, così come lo conosciamo oggi, non esisteva, fu in questo periodo che l’area dove oggi è presente tale Stretto si chiuse completamente, ciò provocò un’interruzione del flusso di acqua oceanica proveniente dall’Atlantico, a seguito di tale interruzione, non essendoci ulteriori apporti di acqua, il livello del Mediterraneo iniziò ad abbassarsi sempre più grazie anche l’intensa evaporazione. Fu così che il bacino del Mediterraneo si trasformò quasi totalmente in una distesa desertica con affioramenti rocciosi costituiti prevalentemente dalle precipitazioni saline che l’acqua evaporando aveva provocato.

Uno degli effetti di questo importante fenomeno, che lasciò sparse qua e là grandi pianure saline, fu la migrazione e conseguente diffusione di specie animali tra i continenti. Il processo coinvolse interamente l’area del bacino del Mediterraneo che, in un periodo di qualche centinaio di migliaia di anni, lo condusse alla sua completa essiccazione; il processo, geologicamente parlando, fu realmente veloce e portò alla formazione di isole, oggi scomparse, oltre che grandi canyon, formatisi a seguito dell’erosione provocata da fiumi che scorrevano su queste nuove aree emerse.

La velocità con la quale le acque del Mediterraneo evaporarono fu davvero impressionante, si parla di circa 3300 km3/anno; con tale velocità i 3.7 milioni di km3 di acque presenti nel bacino si seccarono in breve tempo, lasciando strati di sali, frutto dell’evaporazione, spessi centinaia di metri. In alcune aree del Mediterraneo, durante questo evento, le temperature dell’aria sfiorarono gli 80 °C, causando elevatissimi tassi di evaporazione che portarono alla formazione di strati di rocce evaporitiche, oggi nuovamente sommerse dalle acque del Mediterraneo, che in alcune aree raggiungono lo spessore di circa 2000 m.

Le cause che determinarono la chiusura dello Stretto di Gibilterra sono molteplici e non sono da ricercarsi solamente nella tettonica e nella deriva dei continenti, bensì frutto di un insieme di fattori che provocarono tale evento. Studi recenti hanno dimostrato che la Crisi Salina del Mediterraneo avvenne grazie al contributo di più cause complesse le quali non si giustificano solo con la geodinamica ma sono da ricercarsi anche nel contributo di eventi tettonici, di cambiamenti climatici che imperversavano in quel periodo, nella mancanza delle calotte polari non del tutto formatesi, oltre che ad una possibile glaciazione che provocò una riduzione del livello globale degli oceani.

Poi, come tutto ebbe rapidamente inizio, così altrettanto repentinamente terminò, le cause che avevano determinato la chiusura dello Stretto di Gibilterra scomparvero; in circa 2000 anni la soglia di Gibilterra si abbassò consentendo alle acque dell’Atlantico di inondare nuovamente il bacino del Mediterraneo.

Oggi ci si chiede se tale evento, di portata mondiale, possa accadere nuovamente; la comunità scientifica alla luce delle ultime ricerche e dei risultati ottenuti dai numerosi studi effettuati senz’altro è in grado di rispondere positivamente. Fenomeni tettonici oltre che una concomitanza di altri fattori potrebbero sicuramente originare una situazione del tutto simile a quella accaduta circa 6 milioni di anni fa relegando nuovamente il Mar Mediterraneo ad un enorme lago ipersalino come lo è oggi il Mar Morto.