E sulla terra nasceva la Bandiera Italiana

Fonte Immagine: ibambiniciparlano.it

L'art. 292 del nostro codice penale recita: "Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.

Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali".

Questo è il reato che sarebbe stato contestato al cantante Achille Lauro, già noto al grande pubblico anche per le sue trovate stravaganti e per le sue provocazioni. Durante la sua esibizione nella seconda serata del festival di Sanremo 2021, l'artista si è presentato sul palcoscenico dell'Ariston con la bandiera tricolore appoggiata sulle spalle e poi l'ha messa a terra, in maniera poco rispettosa.

Tale comportamento ha fatto infuriare il generale Rodolfo Sganga, comandante dell’Accademia Militare di Modena, che ha scritto una lettera di contestazione al cantante, ricordando  il profondo valore simbolico del tricolore. Molto oltre è andato il carabiniere in congedo Simone Tutino, che ha  presentato una denuncia formale per vilipendio della bandiera nazionale.

Queste le parole dell'ex militare dell’Arma a Telefriuli: “Ho chiesto formalmente l’avvio di un procedimento per ammonimento con formale denuncia, affinché, Achille Lauro venga sanzionato per aver lanciato a terra il tricolore. Io ho giurato fedeltà davanti alla bandiera, alla quale vanno solo resi gli onori”. Infine, Tutino ha dichiarato: "Anche la presidenza della Repubblica è stata notiziata, e ho richiesto l’acquisizione dei fotogrammi del Festival e l’interessamento della Polizia di Stato per una indagine. Il vilipendio non ci piace, Achille deve imparare che nulla va buttato a terra, tantomeno il nostro simbolo”.

Al di là delle questioni legali, la giustizia farà il suo corso, e delle implicazioni morali, l'accaduto solleva una questione di sostanza, quanto ne sappiamo del nostro tricolore?

La bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il parlamento della repubblica Cispadana sancisce che il verde, il bianco ed il rosso siano inseriti nella coccarda Cispadana che tutti devono sfoggiare.

Durante la prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia, tra il 1796 e il 1799, collassa il sistema di pseudo stati in cui era divisa la penisola. Al loro posto crescono numerose repubbliche, di chiara impronta democratica come quella Ligure, la Romana e quella Partenopea.

La maggior parte di esse non sopravvive alla restaurazione ma vengono seminati i germi dell'indipendenza, fondamenta del nostro Risorgimento. In quegli anni  la bandiera incomincia ad essere  percepita come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, pertanto, della nazione nei moti del 1831, nelle sollevazioni mazziniane e nelle rivolte negli stati della Chiesa.

 

 Il re Carlo Alberto, il 23 marzo 1848, rivolgendosi  alle popolazioni lombarde e venete pronuncia  il famoso discorso in cui, annunciando la prima guerra d'indipendenza, termina con queste parole: "Per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana vogliamo che le nostre truppe portino lo scudo dei savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana."

 

Il 17 marzo 1861 viene proclamato il regno d'Italia e la sua bandiera continua ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo  porta alla realizzazione di vessilli diversi dall'originaria.

Soltanto nel 1925 si definiscono per legge i modelli della bandiera nazionale.

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilisce la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'assemblea costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra costituzione. Così il presidente Ruini: "Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla commissione. La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni".

Questa è più o meno la storia, alla quale, però, preferisco di gran lunga la leggenda.  in un tempo indefinito, mentre i colori litigavano tra di loro per stabilire chi fosse il migliore, arrivò una ragazza con in mano lo scettro della vita. La giovane Italia era in cerca di qualcosa di meraviglioso, i colori restarono attoniti,  così iniziò a sceglierne alcuni.

Colse prima il bianco, candido come la lealtà dei patrioti;

poi il rosso, come il sangue versato dai caduti per l’unità della patria;

ed, infine, il verde, il simbolo della speranza a cui tutti si affidano.

Preso un suo capello dorato, con  grazia e candore la fanciulla unì insieme i tre colori e li avvolse allo scettro della vita, e mentre l’arcobaleno festeggiava la pace tra i popoli, sulla terra nasceva la Bandiera Italiana!!!

 

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