Il Complesso di Edipo

Fonte Immagine: loasiditammuz.altervista.org

Come fece Freud, studiare l‘antichità classica ci può servire per capire i dilemmi di oggi.Quasi tutti abbiamo sentito parlare del complesso di Edipo,ma troppo spesso senza conoscerne valenza e teorizzazione.

Il complesso prende nome dal mito che racconta la tragica vicenda di Edipo e della madre Giocasta.Costei va in sposa a Laio,re di Tebe,ma un oracolo predice a Laio che il figlio ucciderà il padre e sposerà la madre.Affinchè tale disgrazia non abbia luogo,Laio fa abbandonare il piccolo su una montagna,con i piedi legati da una cinghia che attraversava le caviglie innanzi forate.Fortunatamente il bambino viene trovato da un pastore,Forbante,che lo porta da Peribea,la moglie del re di Corinto, Polibo,alla cui corte viene allevato,credendo di essere figlio del re: gli viene dato il nome di Edipo,che in greco vuol dire “piede gonfio”,a causa delle ferite che aveva nelle caviglie.Anni dopo,diventato grande,Edipo è in cerca delle sue origini e va a consultare l’oracolo di Delfi che gli predice che ucciderà il padre e sposerà la madre.Atterrito dal vaticinio,per evitare di uccidere Polibo e di sposare Peribea,decide di non tornare mai più a Corinto e di recarsi invece a Tebe.Nei pressi di Delfi,Edipo incontra il padre Laio e nel corso di una lite con il suo cocchiere uccide entrambi senza sapere chi fossero.

La prima parte dell’oracolo si è compiuta:Il figlio ha ucciso il padre.

 Alla notizia della morte di Laio,i tebani eleggono re Creonte,fratello di Giocasta.Tebe è presidiata da una sfinge che a chi voglia entrare impone indovinelli e,se l'interrogato non riesce a risolverli,lo divora;come deciso da Creonte,Giocasta andrà in sposa a colui che avrà risolto l’enigma.Edipo risponde risolvendo gli enigmi della sfinge ma lei indispettita si scaglia contro di lui finendo in un dirupo.Sconfitta la sfinge, Giocasta, riconoscente verso lo sconosciuto eroe,lo sposa,così,ignari,i due portano a compimento la profezia:il figlio ha sposato la madre.

Passano felicemente gli anni ma la peste si abbatte su Tebe,Edipo invia Creonte dall’oracolo di Delfi a chiedere la ragione di quel flagello.La peste cesserà soltanto se la morte di Laio sarà vendicata,dice l’oracolo.Allora Edipo interroga l’indovino Tiresia per conoscere chi fosse il colpevole, ma Tiresia grazie alle sue doti divinatorie, conoscendo già il dramma,evita la risposta,cosicchè Edipo crede che Tiresia e Creonte siano stati gli autori del delitto.

Tiresia dice che Laio era morto ucciso dai briganti in un trivio.Edipo alla parola trivio teme che lui stesso sia l’assassino di Laio e si fa descrivere Laio e la sua carovana.Ma da Corinto arriva un araldo, che informa Edipo della morte dell'uomo che lui credeva suo padre, Polibo. Giocasta e Edipo credono così che la profezia sia stata scongiurata,ma l'araldo svela ad Edipo che in realtà Polibo non è suo padre.

Capita la situazione, Giocasta si uccide impiccandosi ed Edipo si trafigge gli occhi con la spilla della moglie-madre.

Ritornando ai giorni nostri,da uno studio sappiamo che se ci innamoriamo di persone che hanno gli stessi occhi di nostra madre o di nostro padre,è anche a causa del complesso di Edipo.Che gli occhi siano lo specchio dell’anima è un luogo comune molto diffuso,ma a quanto pare non molto lontano dalla realtà.

Alla fine dell’800 Sigmund Freud arriva al Complesso di Edipo che non era ancora stato inserito nella sua teorizzazione ma ci stava lavorando da tempo.Da li a poco arrivano le opere: Interpretazione dei sogni(1900) e Tre saggi sulla sessualità(1905) dove la vicenda edipica viene sviluppata in modo più coerente.

Grande studioso della cultura greca e della sua mitologia,Freud utilizzò il mito di Edipo per descrivere il desiderio infantile di “possedere” il genitore:un desiderio,per lui,universale e inconscio.In sostanza il complesso edipico servì a Freud per capire come si sviluppa la personalità del bambino che poi si strutturerà una volta adulto.

Alla base del complesso si trova la proibizione dell’incesto(cioè della relazione sessuale tra consanguinei prossimi) un tabù trasmesso culturalmente in tutte le popolazioni del mondo.

La proibizione assoluta e universale dell’incesto impedisce che i figli entrino in intimità con i primi oggetti del loro amore,cioè la madre per i maschi e il padre per le femmine.Dopo molto lavoro e tempo,esaminando le testimonianze,le fantasie e i sogni dei suoi pazienti,lo psicanalista capì che i sintomi nevrotici dipendevano da un trauma di natura sessuale risalente all’infanzia.

Era la teoria della seduzione,secondo la quale i pazienti avrebbero poi rimosso il ricordo della seduzione subita da parte di uno dei genitori grazie all’intervento di un meccanismo inconscio di difesa.C’è da dire che le scoperte di Freud non furono subito accettate perché mettevano in discussione le fondamenta della bigotta società borghese austriaca.Tutte le perplessità del momento spinsero Freud ad indagare ancora di più la sua ipotesi,portandolo a riconoscere nel presunto trauma una fantasia del paziente:la “fantasia di seduzione”.Dal desiderio incestuoso e dal suo scontro con il divieto dell’incesto avrebbe origine la vicenda edipica,causa originaria della nevrosi.

Concretamente, il complesso si manifesta in maniera lineare.Verso i 3 anni,il bambino diventa possessivo nei confronti della madre,talvolta cercando addirittura di intromettersi nell’intimità dei genitori.La bambina,invece,cerca di conquistare il padre e di attirare la sua attenzione,mentre la madre diventa,nello stesso tempo,una rivale e un modello;sarà l’autorità del padre ad aiutare la bambina a capire che non potrà avere con lui la stessa relazione che ha con la madre.Non riuscendo nelle sue manovre di seduzione,spesso il bimbo esprime la propria frustrazione con attacchi di collera o incubi:sarà lì che il padre dovrà far finta di niente e comportarsi come se fosse tutto normale,la madre dovrà trovare ogni occasione per valorizzare il padre,si avrà quindi una fase di definizione di limiti e confini,indispensabile per la formazione di un Sé definito e solido.In generale tra i 5 e i 7 anni si arriva alla fase risolutiva,durante la quale il bambino rinuncia a prendere il posto del padre o della madre,respingendo nel proprio inconscio emozioni e passioni.

Da come si evolverà il rapporto fra il bambino/a e i genitori così il complesso di Edipo si risolverà oppure sarà la fonte di traumi infantili che causeranno una nevrosi. Tale condizione poi andrà avanti fino a quando il bambino/a sarà un giovane adulto e purtroppo ci dovrà fare i conti.Per Freud lo sviluppo del complesso rivestiva una funzione cruciale per lo sviluppo della sessualità e della personalità dell’individuo.In questo quadro evolutivo molto importante è come i genitori costruiscono il rapporto tra loro e i figli.Solamente se essi riusciranno ad avere il giusto comportamento verso il figlio che sta vivendo questi momenti,potranno far sì che il bambino sviluppi un Sé definito e solido.Per Freud questa è una fase normale che richiede attenzione da parte dei genitori,i quali devono spiegare al bambino che non potrà mai sposarsi né con il padre né con la madre,ma che è destinato ad un’altra persona.

Per il figlio la rinuncia ai desideri edipici amorosi,ostili nei confronti del padre,può avvenire solo attraverso un’identificazione con i genitori e con l’interiorizzazione del divieto dell’incesto.In questo modo si costituisce il Super-Io,che rappresenta il fondamento della coscienza morale e svolge un ruolo normativo,punitivo e protettivo.Quindi alla fine di questo sviluppo psico-sessuale ,il bambino passa dall’aspirazione di possedere i genitori a quella di esser come loro.

Per le femmine l’evoluzione psicosessuale fu descritta seguendo una sbrigativa visione di simmetria e similitudine:secondo tale logica,l’angoscia di castrazione sarebbe sostituita dalla cosiddetta”invidia del pene”.Quest’ultima sintetizza il senso di angoscia provato dalle ragazzine quando capiscono di non possedere il membro virile e segna il passaggio dall’attaccamento alla madre alla competizione con lei per conquistarsi l’attenzione e l’affetto del padre.Per loro si parlò del Complesso di Elettra,dal nome della figlia di Agamennone e Clitemnestra che fece uccidere la madre quando la scoprì responsabile della morte del padre.

Nel bambino invece l’angoscia di castrazione è dovuta alla paura della ritorsione del padre a causa del desiderio di prenderne il posto.Questo però è un sentimento ambivalente perché il padre è nello stesso tempo un oggetto d’amore e un rivale per cui il bambino avrà l’angoscia di perderlo.Quindi il bambino sta vivendo un vero e proprio dramma non da meno di una tragedia greca.

Naturalmente questi sentimenti sono quelli che può provare un bambino che senza la guida amorevole dei genitori ne soffrirà molto e ne sarà angosciato.Come dicono gli attuali psicanalisti l’infanzia non è un’esperienza superabile,cioè non è un episodio esistenziale che poi dimenticheremo col passare del tempo o grazie ad altre vicende ma andrà a costituire le fondamenta di una persona.

Noi uomini e donne del 21° secolo ci sentiamo sempre più veloci e tecnologici quasi avulsi dal passato ma dentro di noi c’è una matrice arcaica senza tempo.

 

Bibliografia:

Wikipedia,Rivista:Vivere con Filosofia(anno 2020)

Quadro di F.X. Fabre 1766-1837, Edipo e la Sfinge

 

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