Il culto di S.Elia Profeta a Sperone e le feste votive nel mandamento baianese

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Chi scrive è uno "speronese doc", devoto di S.Elia Profeta, ed il 20 febbraio si avvicina. Una data per noi speronesi importantissima che indica la festa votiva nata nel 1903, quando un'epidemia di vaiolo imperversava nel sud Italia e in particolare da noi in Campania. Gli speronesi decisero di portare in processione la statua del Santo Profeta Elia, protettore del paese. E nel giro di pochissimo tempo il vaiolo cessò. Da quel giorno, 20 febbraio 1903, si rinnova la festa votiva, accompagnata dalla tradizione del Maio (di cui abbiamo già scritto nel mese scorso), donato al Santo in cambio di protezione e di un buon raccolto.

E' necessario sottolineare alcuni aspetti. Il primo è che questo "miracolo" è attestato dalla Chiesa Cattolica, che ha quindi autorizzato la festa. Così come i miracoli di S.Andrea a Sirignano dell'8 febbraio, e di S.Stefano a Baiano del 26 febbraio. Sempre nello stesso anno e per la stessa causa, avvenuti con la medesima modalità.
A Sperone invece il culto di S.Elia e chiaramente di S.Eliseo suo servo risale con molta probabilità al 1400, in quanto l'affresco presente nella cappella è datato proprio in quel periodo. Singolare è la storia, descritta nello Speculum Carmelitanum, prezioso documento dove vi è riportato il miracolo principale del 1655 che fece, anche in quel caso, cessare la peste. Si legge dall'antico documento "Anno 1655, quando la peste devastava l'Italia, il Santo Profeta Elia apparve a Giacomo Galeota, Pastore di Sperone e gli disse: Abbi cura della mia Chiesa in rovina ed io avrò cura di far cessare la peste". Frate Daniele, autore dello scritto, attesta il miracolo citando tutti i passaggi che il vescovo di Nola Giovanni Battista Fellecchia fece con il sacerdote Galeota. Lui stesso si recò sul posto e vide che i malati si ungevano con l'olio che fuoriusciva dalla lampada posta nei pressi del dipinto di S.Elia Profeta e guarivano.

Ben presto quel posto divenne luogo di pellegrinaggio e monastero di carmelitani. Da tutto il sud Italia si recavano per guarire dalla malattia. Oggi la cappella è stata ristrutturata con le offerte dei fedeli, affidati al "Comitato battenti S.Elia" che ha dato nuovo lustro al dipinto e all'altare. A Sperone la devozione non manca, ma è cambiata la fede. Siamo cambiati noi fedeli. Mi verrebbe da scrivere altro, ma mi limito a chiedere perdono al Santo, a pregare affinché quanto prima si possa tornare alla normalità, così da poter riportare in processione il nostro amato Santo Patrono Elia Profeta.