Il diritto del rovescio

Fonte Immagine: avig

Il mese di luglio per gli amanti del tennis vuol dire Wimbledon, l’erba dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club consacra i campioni, coloro che dalle gesta sportive trascendono nella leggenda, però, quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria covid19, il torneo non si è giocato. Pertanto, in forte crisi di astinenza, ho deciso di rivedere la finale dell’anno scorso  tra Djokovic e Federer, una vera e propria battaglia tra due dei migliori di sempre.

Guardando quegli scambi di una classe così pura, mi è venuto da pensare come il tennis sia molto simile  alla società in cui viviamo. Mi spiego meglio, i colpi fondamentali del tennis sono il dritto ed il rovescio, che non sono altro che la trasposizione tennistica dei diritti e dei doveri che i cittadini esercitano nella società in cui vivono. Andiamo per gradi, questo accostamento potrebbe sembrare azzardato, ma sottoposto ad una analisi più accurata non più di tanto. Il dritto è il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla destra del giocatore, oppure alla sinistra nel caso dei mancini. Tutti i tennisti sanno colpire di dritto, ovviamente con diverse caratteristiche ma è un colpo oggettivo, tutti lo sanno fare.

Il diritto è la libertà di cui gode ogni cittadino, è un beneficio che porta felicità e spensieratezza, di cui tutte le persone possono godere. Pertanto, il diritto, oggi, nelle società occidentali, è qualcosa di acquisito, non bisogna sacrificarsi o lottare, basta esercitarlo, è sempre disponibile; così come il dritto che il  tennista deve saper fare in modo automatico, senza particolari difficoltà, in caso contrario sarebbe meglio cambi sport. Ben diversa è la situazione del rovescio, che è il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla sinistra del giocatore, oppure alla destra nel caso dei mancini. Il rovescio non è un colpo naturale, è molto più complesso, è soggettivo, in alcuni casi addirittura costruito, in altri con l’ausilio di entrambe le mani, a parte alcuni fuoriclasse, vedi Federer, il mio idolo da sempre, sul rovescio si deve lavorare tanto e avvolte pure con scarsi risultati.

Il dovere è l’obbligo morale di fare determinate cose, dettate dalla religione, dalle leggi, dalla ragione, dallo stato sociale. Il dovere non è spontaneo, ci si deve impegnare, lavorare e sacrificare, non tutti lo esercitano perché costa fatica e sudore. Pertanto, il dovere è simile al rovescio, solo ad alcuni viene spontaneo e naturale, solo alcuni cittadini si impegnano per compierlo con devozione e sacrificio. Come nel tennis è molte volte il rovescio a fare la differenza, nella società è il dovere a creare un sistema migliore ed efficiente. Solo con il dritto non si vincono le partite, e con soli diritti non si costruiscono le società, d’altronde, è soprattutto con il rovescio che Federer ha vinto otto volte Wimbledon.

 

Tags