Il Rubino ed il Piccione

Fonte Immagine: giantgiem

Spesso il rubino è accostato alla saggezza, al potere e al desiderio; tante volte, dato il suo colore rosso, è accostato ad amore e passione. Per molto tempo i rubini vennero indicati sotto la denominazione di carbonchi per la loro rassomiglianza al fuoco. Plinio suddivideva i carbonchi in maschi e femmine: maschi quelli di colore intenso, femmine quelli più pallidi. Il nome rubino deriva dal Sanscrito, qui esso veniva chiamato Ratnarai che significa Re delle pietre preziose.

Giobbe, nella Bibbia, disse che “la saggezza è più preziosa dei rubini”. Questo ben ci fa comprendere da quanto tempo questa gemma fosse considerata sacra ed associata alla virtù della saggezza.

Al rubino si attribuivano ed attribuiscono tante virtù, fra le quali quella di far cessare l’ebollizione dell’acqua, far acquistare signorie e domini al suo possessore, preservare i frutti dalle tempeste, calmare la collera e proteggere dalle seduzioni. Cattivo presagio era considerato il mutamento del suo colore, il rubino era considerato la pietra degli Dei, degli Imperatori, dei Re, degli Eroi. In India si diceva che la dimora del Dio del Sole fosse fabbricata di rubini e pavimentata di smeraldi. Un’altra leggenda islamica vuole che la Pietra Sacra alla Mecca fosse un rubino di eccezionale vivacità, divenuta nera attraverso i tempi, secondo il volere di Dio, per effetto dei peccati degli uomini. Infinite sono le leggende, le proprietà e le virtù attribuite al rubino, resta comunque il fatto che questa gemma risulta la più preziosa e più cara.

Infatti, il rubino può dettare i prezzi più alti al carato di tutte le pietre compreso il diamante. In un’asta di Sotheby’s nel 1988, un rubino di 16 carati raggiunse la cifra di 227.000 dollari al carato, superando il totale complessivo di 3 milioni di dollari. Nel dicembre 2011 l’intera collezione di gioielli appartenuta ad Elizabeth Taylor, che comprendeva svariati rubini, finì all’asta da Christie’s. Un anello di questa magnifica collezione, con rubino centrale di 8.24 carati, fu venduto per la cifra astronomica di 513.000 dollari al carato.

I maggiori e più importanti giacimenti di rubino dai quali derivano le pietre più belle, si trovano in Birmania, oggi Myanmar, altri giacimenti, secondari per la bellezza di queste gemme si trovano in Thailandia e Sri Lanka.

Come detto le gemme più importanti e di rara bellezza, provengono dalle colline che circondano la valle del fiume Irawadi, nelle aree limitrofe le città di Mogok e Amarapura. I rubini provenienti da queste zone sono i più pregiati per il loro colore generalmente rosso intenso vivo. Anticamente i venditori al mercato esibivano ai compratori la prova del piccione, ossia per verificare la bellezza della pietra ed il suo straordinario colore, il venditore stendeva un fazzoletto di purissimo lino bianco; quindi da una cesta prelevava un piccione e davanti agli occhi dell’incredulo acquirente sgozzava il malcapitato volatile facendone gocciolare il sangue sull’immacolato fazzoletto. L’equivalenza del colore testimoniava che si era in presenza di una delle rarissime gemme “sangue di piccione” a quel punto iniziava la contrattazione che si protraeva sino a raggiungere il giusto valore.

Il rubino fa parte della famiglia del corindone, un ossido di alluminio, alla stessa famiglia appartengono lo zaffiro, dal colore blu, il corindone arancione-mandarino noto con il nome di padparadscha, anch’esso molto raro, e tutte le altre varietà colorate dette semplicemente corindone giallo, corindone viola, verde, giallo e rosa.

Nella sua forma pura il corindone è incolore, ma la presenza di elementi cromofori quali il cromo possono colorarlo di rosso, quanto più è elevata la presenza di cromo tanto più il rubino apparirà rosso intenso.

Tra i rubini celebri va ricordato quello posseduto dal Re di Visapore in India, gemma di rara bellezza del peso di 17.5 carati, tale gemma fu acquistata dallo stesso Re nel 1653 pagandolo la somma di 14000 pagode nuove, cifra corrispondente a quell’epoca a circa 75000 euro!

Il rubino più celebre per la sua dimensione è conosciuto con il nome Sheik-Sephy posseduto dallo Shah di Persia avente la dimensione di un uovo.

Il rubino più conosciuto in Europa è quello grosso come un piccolo uovo di pollo che apparteneva all’Imperatore Rodolfo II.

Un altro rubino di forma simile e del peso di 250 carati fu regalato nel 1777 da Gustavo III di Svezia all’Imperatrice Caterina II di Russia.

Il rubino più costoso al mondo, il Sunrise Ruby, è stato venduto a Ginevra nel 2015 presso la casa d’asta Sotheby’s dove questo “birmano” è stato aggiudicato ad un anonimo compratore per la modica cifra di 30 milioni di dollari.