Influenze digitali per nuove produzioni musicali

Fonte Immagine: Gentil Petrillo

L'era del digitale offre uno spunto utile per diverse riflessioni relative ad aspetti socio culturali, che cambiano e si sviluppano in linea con l'evolversi delle nuove tecnologie. Uno dei cambiamenti più rapidi e allo stesso tempo totalizzanti ha riguardato la musica. Una vera rivoluzione che va dai generi musicali fino alle abitudini di fruizione e che ha scritto regole nuove alle quali gli attori coinvolti hanno dovuto adattarsi. La radio, youtube, le piattaforme streaming sono orchestrate da professionisti con conoscenze tecnologiche sviluppate in anni di studi e sperimentazioni.
Uno degli esempi più calzanti è quello della Mood Records di Atripalda in provincia di Avellino, uno studio di registrazione dotato di standard professionali molto alti, il cui core informatico è basato sui sistemi Apple.
Lo streaming ha portato ad un uso musicale molto più digitale, dinamico, veloce e social, al punto da determinare lo sviluppo di figure professionali necessarie al nuovo mercato, come quella del maestro Raffaello Pisacreta, per tutti semplicemente Lello. Formazione ad hoc, specifica che potesse soddisfare studio e pratica, conseguendo certificazioni professionali come Pro Tools, software molto diffuso in ambito pro audio perchè è stato uno dei primi software di gestione audio digitale ed ha un sistema basato sul work flow delle storiche console analogiche e Logic Pro X Apple, che rappresenta una delle daw (digital audio workstation) più complete presenti sul mercato e per questo motivo utilizzata molto nelle fasi di pre produzione e arrangiamento dei brani. Ed infine, Sibelius, molto impiegato per l'editing e la pubblicazione di spartiti complessi come quelli da orchestra a livello professionale.
Quello di Lello è stato un percorso abilitante, preparato ad affrontare sia il lavoro in studio, sia quello relativo ad eventi live. Lo studio ne è la prova, in quanto è stato interamente cablato dal maestro Pisacreta, dalla live room dove si registra, alla control room dove si lavora, sfruttando un'impostazione ibrida tra tecnologia digitale e tecnologia analogica.
Le linee microfoniche sono state cablate a preampliaficatori esterni con caratteristiche sonore differenti tra loro, ed il segnale di uscita dei preamplificatori convertito in digitale da un convertitore scheda audio.
Il frutto di tanta integrazione è Mood Records, una struttura polifunzionale in grado di poter offrire servizi in ambito musicale a 360 gradi, dalla fase di pre-produzione a quella di mastering, dal servizio di sala prove ai numerosi corsi di formazione professionali, dalla fase di sonorizzazione alla fase di delivery nella post-produzione audio/video.
Sebbene oggi chiunque con un computer, un sequencer ed un paio di cuffie ha a disposizione possibilità creative, il più delle volte si usano plug-in che confezionano suoni e loop con preset già pronti all'uso e con una scarsissima cognizione del percorso sonoro, che una traccia musicale deve superare per definirsi tale. Il risultato è un evidente abbassamento della qualità del prodotto ed un appiattimento della forma espressiva, a causa delle enormi lacune nella conoscenza delle giuste modalità operative, sia nella fase creativa sia in quella più espressamente tecnica. Lacune che però possono essere colmate con i corsi di formazione che offre la Mood Records, quali ad esempio, il corso di Home Recording e quello di Music Producer & Live Performer, che sono indirizzati a fornire tutti gli argomenti necessari ad avere una valida preparazione in campo audio, per affrontare in maniera professionale anche produzioni realizzate in ambiente home.
Avere una formazione, ma soprattutto un'esperienza solida in questo campo richiede molti anni di studio e di lavoro sul campo, ed è questo sicuramente il gap che gli studi professionali riescono a colmare. Inoltre, vi è la possibilità di avere accesso a dispositivi e tecnologie molto costose che garantiscono alti livelli di qualità, e la possibilità di operare in ambienti trattati acusticamente che risultano fondamentali nelle fasi direcording e di post produzione.
Mood Records sembra avere tutti i presupposti ed i requisiti per creare un'etichetta discografica indipendente made in Irpinia.
É importante investire nel proprio territorio, se si ha la possibilità ed il coraggio di prendersi qualche rischio, per poter offrire dei servizi che inevitabilmente verrebbero ricercati altrove o, peggio, neanche ricercati, rischiando di stroncare sul nascere realtà musicali ed imprenditoriali decisamente valide.

 

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