L'Irpinia muore e noi dormiamo

Fonte Immagine: turismoirpinia

Dati impressionanti quelli dell'ISTAT: nel 2021 persi 1661 residenti.

La faccio breve sui dati: in 20 anni 42.000 abitanti in meno. Il dato si riferisce al periodo dal 2001 al 2021.

L'Irpinia muore... siamo appena sopra la soglia dei 400mila abitanti ed arrivare al di sotto significa tornare ad un secolo e mezzo fa.
Le colpe? Facile puntare il dito sulla politica, che avrà pure le sue responsabilità, ma l'analisi va fatta tenendo conto di alcuni aspetti.
Negli anni '80 l'Irpinia cresceva grazie ad una gestione post terremoto che aveva portato a livelli altissimi e floridi l'edilizia. Cresceva grazie ad una politica che toglieva braccia all'agricoltura per porle dietro una scrivania. Si guardava il dito e non la luna.
Pensare che la Fma, la Parmalat e altre aziende avrebbero salvato la nostra provincia, significava questo: guardare al giorno dopo e non al futuro. Certo è che negli scorsi decenni, complice anche una situazione globale favorevole, si vivacchiava.
L'irpinia però non poteva salvarsi solo attraverso il clientelismo politico, perché finito il potere è finita la giostra dei posti di lavoro. E allora noi della generazione degli anni '80 siamo stati costretti, per certi versi, ad emigrare in cerca di fortuna. E fosse solo la mia generazione. Anche quelle successive, degli anni '90 e 2000, ormai hanno alzato bandiera bianca o quasi.
C'è da dire però che non solo la politica, ma siamo anche noi che abbiamo - diciamolo pure con franchezza - in alcuni casi abbandonato la nostra terra e tutto ciò che ci offriva, come l'agricoltura, e abbiamo affidato le nostre speranze, attraverso la matita elettorale, a chi non lo meritava.

Per esperienza diretta, dico che neppure io ho continuato la storia tradizionale della mia famiglia nel settore delle carni per insegnare. E dopo qualche anno al nord mi ritrovo, sì precario, ma nel mio territorio. Scelte di vita, sicuramente, che però fanno perdere ciò che veramente è attinente con il territorio, e mi riferisco ad esempio (nel mio caso) alle attività di allevamento di bestiame.

Ma è tutto buio? No! Ci si può sollevare a patto che si punti dritto verso due elementi fondamentali: turismo e agricoltura.
E come si fa? In questo caso la politica gioca un ruolo determinante. Incentivare i giovani a stare qui e puntare su ciò che il territorio offre. Abbiamo tutte le carte in regola per poterlo fare. Abbiamo bellezze naturali da far conoscere, storia, tradizioni, vini e tante altre prelibatezze. L'Europa, che a volte non è proprio tanto "simpatica", propone comunque numerosi progetti finanziabili che vanno in questa direzione "di sviluppo".

Un appello col cuore in mano a chi gestisce enti e a chi occupa ruoli politici apicali: salviamo questa terra. E' la nostra terra. Quantomeno proviamoci, non abbandoniamola. Chi dorme, muore. Preserviamo l'Irpinia, tutta!