La Croce Azzurra - 1ª Parte

Fonte Immagine: avig

Scegliere come titolo di questa breve monografia quello del primo racconto della sua raccolta più famosa, è, per questo autore, una scelta quasi obbligata.
Gilbert Keith Chesterton è noto ai più come il creatore della figura di Padre Brown, dimesso parroco dell’Essex e inopinato solutore di una serie innumerevole di delitti, cui si trova inspiegabilmente presente.
Chesterton, dicevamo, è infatti profondamente cristiano; si badi bene: cristiano non cattolico, e ciò a dispetto del fatto che le storie del suo eroe furono malviste, almeno all’esordio, negli ambienti protestanti anglosassoni, perché tacciate di propagandismo papista.
Questo nonostante le prime due raccolte furono pubblicate rispettivamente nel 1911 e nel 1914, mentre solo nel 1922 Chesterton abbraccia definitivamente la fede cattolica, dopo molti tentennamenti ed in seguito ad una crisi creativa ed uno stato depressivo che lo coglie allo scoppio della Grande Guerra.
Per tale motivo la “croce” ha per lui un profondo valore simbolico.
In verità Chesterton fu uno scrittore molto prolifico: la sua produzione, iniziata nel 1900 con la pubblicazione di un libro di poesie The Wild Knight, proseguì fino alla sua morte, avvenuta nel 1936 all’età di 62 anni.
Centinaia furono i suoi scritti di saggi, biografie, apologie, romanzi, racconti, poesie, agiografie e commedie teatrali.

Viaggiò molto (Palestina, Francia, Irlanda e soprattutto l’Italia) ed ogni volta, dai suoi resoconti, trasse straordinarie opere descrittive, ricche di suggestioni e spunti originali sui paesi che visitava.
Si sposò nel 1901 con la poetessa Frances Webb a cui rimase fedele tutta la vita.
Pose nella sua vita privata la stessa dedizione che aveva nell’impegno pubblico di profondo rispetto per valori e tradizioni e poi per tutti i Sacramenti di quella religione che avrebbe abbracciato solo molti anni dopo, non senza essere passato per una fase di ateismo critico e protestantesimo.
La sua vita fu interamente dedicata alla letteratura, come testimoniato dalla sua notevole produzione, nonostante i suoi studi si fossero conclusi alla Slade School of Art ed egli fosse un ottimo disegnatore e caricaturista (appena ventenne pubblicò un libro di disegni corredato da annotazioni narrative).

Grande fu altresì il suo impegno civico: numerosi gli scritti polemici contro i miti imperanti (scientismo, industrializzazione, capitalismo) che individuava come cause di decadenza morale ed economica.
Fu fondatore e redattore di un giornale, The New Witness, assieme al fratello Cecil e, alla morte di questi, del G.K.’s Weekly.
Attraverso questo periodico Chesterton si proponeva di diffondere il verbo del DISTIBUTISMO, una originale teoria socio-economica che aveva formulato insieme all’amico di sempre Hilaire Belloc, padre Vincent McNabb e l’amico-nemico (almeno sui palcoscenici londinesi) George Bernard Shaw.

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