La Croce Azzurra – 2ª Parte

Fonte Immagine: avig

Riassunto della prima parte: Chesterton pubblica innumerevoli scritti ed un giornale, con il quale si ripromette di diffondere il Distributismo.

Nella teoria Distributista Chesterton, Belloc e McNabb cercarono di trasfondere quei principi di dottrina sociale della Chiesa Cattolica secondo i principi espressi in due Encicliche da Papa Pio XI e Leone XIII, quest’ultimo particolarmente caro al nostro (nel Segreto di Padre Brown fa dichiarare al suo personaggio: “…Papa Leone XIII, che è sempre stato un mio eroe. “.
Tale teoria, che vede la famiglia come la principale unità sociale e di funzionamento della società distribuista, fu oggetto di violente polemiche nel secondo dopoguerra per le numerose analogie che la riconducevano al Fascismo (o che, forse, furono di ispirazione alla ideologia fascista).
Ciò anche in seguito all’opera dello scrittore Ezra Pound, che contribuì alla diffusione del Distributismo in America, dove ancora oggi conta seguaci.
Analogie che vanno dalla socializzazione delle aziende e delle imprese all’esaltazione del corporativismo, dal rifiuto delle teorie capitalistiche e comuniste al principio della sussidiarietà; tanto è profonda questa convinzione che il Distributismo è stato spesso descritto come una TERZA VIA, alternativa a socialismo e capitalismo.
Chesterton fu dunque il campione di questa dottrina, tanto da impegnare in essa, con un notevole sforzo intellettuale ed economico, tutte le energie ed i beni materiali che possedeva.

Fu così che Padre Brown divenne per l’autore l’equivalente di un moderno bancomat: per far fronte alle notevoli perdite economiche dovute alla produzione del giornale e delle campagne, era costretto a sfornare decine di racconti in pochi giorni.
Chesterton si chiudeva nel suo studio per riemergere, dopo qualche ora, con una serie di appunti che consultava mentre dettava, estemporaneamente, alla sua fedele segretaria Dorothy Collins, i racconti del suo eroe.
Questo fatto gli creò la pessima fama di scrittore che “…se ha più tempo, scrive peggio.” come disse di lui Karl Kraus.
Cosa impietosamente falsa se consideriamo che gli scritti migliori di Chesterton furono, e sono, i saggi e i romanzi, come fa giustamente notare uno dei suoi primi e più grandi estimatori, W. H. Auden.

Ma la fama di Chesterton è rimasta, purtroppo e a buon motivo, legata al timido pretino, il rozzo campagnolo del Suffolk, quel Padre Brown (profondamente amato da chi scrive) che nei suoi aforismi esprimeva tutta la profondità dello spirito del suo Autore.
Gilbert Keith Chesterton muore, a Beaconsfield nel Regno Unito, il 14 Giugno del 1874.