La mia idea di partito

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La mia idea di partito è differente. La mia idea di partito, appunto, è di un partito e non di un "club ristretto", o di un circolo aristocratico o, ancora peggio, di una lista elettorale. Utile a chi ha la chiave giusta per aprire la porta giusta. 

La mia idea di partito parte dal basso, dai militanti che devono essere valorizzati e non incontrati per foto di rito prima delle scadenze elettorali che interessano ai soliti noti. Per creare un partito c'è bisogno di alcuni ingredienti base: conoscenza del territorio, amministratori, competenze e, chiaramente, consensi e volontà. 

Devo constatare che ormai non è più così. La nostra provincia è umiliata da chi per sua volontà si presenta ad Avellino una o due volta all'anno. La parola d'ordine è sempre la stessa: " fate le tessere, al resto ci pensiamo noi". A loro fa comodo così, a loro fa comodo tenere fuori da un direttivo regionale una provincia che può essere scomoda. Meglio non farla crescere, meglio non farsi vedere per le provinciali e per le comunali. Al massimo ci facciamo un'affacciata per le regionali e facciamo la campagna elettorale per le politiche.

La mia idea di partito è quella di una comunità, dove valori, idee e fratellanza, oltre che capacità, compongono il motore immobile che diventa mobile. Mettere ognuno al proprio posto in base alle attitudini, professionalità, competenze e voti risulta difficile a chi non ha intenzione di farlo, per un disegno ben chiaro ormai a tutti. Avellino merita rispetto e libertà.