La Spigolatrice "callipigia" e la pigheoclastia progressista

Fonte Immagine: eccellenzemeridionali

Certo il buon Luigi Mercantini quando scrisse la “Spigolatrice di Sapri” (una tra le più brutte poesie della storia), commemorando la sfortunata avventura del Pisacane e dei suoi trecento giovani e forti, mai avrebbe immaginato che, oltre un secolo e mezzo dopo, la sua giovane immaginaria protagonista avrebbe ispirato un’opera capace di sollevare un simile vespaio di polemiche per le ragioni di cui ora parleremo.  

E’ accaduto qualche giorno fa che la gagliardettistica cerimonia di inaugurazione (avvenuta in quel di Sapri alla presenza di autorità locali e nazionali) di un’opera commissionata dal comune e dedicata alla fanciulla innamorata del condottiero risorgimentale, si sia trasformata in una bufera massmediale.

Nemmeno il tempo infatti di scoprire l’opera e di aprire qualche bottiglia di prosecco che immediata si è infiammata l’ira del neopuritanesimo progressista. Una serie di reazioni indignate e di invettive social hanno fatto rovinare precipitevolissimevolmente l’opera ed il suo autore negli inferi di in un sommario processo mediatico.

Numerosissimi e di altissimo spessore gli interventi. Una parlamentare nota per le sue volontà riformatrici e per la cospicua liquidità in disponibilità ai propri animali domestici ha intimato “sia rimossa”! Una ex presidente della Camera dei deputati, da sempre gran sacerdotessa di correttezza politica e nuovo ordine morale, sentendosi in dovere di intervenire, ha stigmatizzato l’evento con parole che suonano come la più grave delle sentenze: “La statua appena inaugurata a Sapri è un’offesa alle donne e alla Storia che dovrebbe celebrare”, ha dunque parlato di “rappresentazione della donna come corpo sessualizzato”.

Un poco disorientati rispetto a quest’ultimo concetto del corpo sessualizzato che, in tutta sincerità, non ci appare chiarissimo, non possiamo, a tal punto, fare a meno di interrogarci su quale sia questo tremendo messaggio che scaturisce dal “mostruoso monumento” e riprova “le criminali” intenzioni del suo autore.

Quale sarà mai la colpa terribile dell’esecrato artista? A quanto pare, dando una rapida occhiata alle fotografie, è quella di aver rappresentato, senza ritegno alcuno, una spigolatrice… “callipigia”. La statua bronzea non ha infatti alcun altro notevole particolare se non quello di presentare forme posteriori armoniose e ben sviluppate. Evidentemente si tratta di un grave affronto ai rigorosi canoni imposti dalla psicopolizia globalprogressista. 

Questo tondeggiante particolare è bastato a fare immediatamente della spigolatrice “dalle belle natiche” un caso nazionale, ad aizzare la massa degli “arrabbiati”, a dare vita, tra algoritmi di facebook, ad un esercito di improvvisati critici d’arte, a far arrivare il sangue agli occhi delle femministe d’assalto, a far gridare tutto lo sdegno progressista contro il solito bieco messaggio sessista tipico del maschio bianco eterosessuale e dominante.

Ma del resto non poteva essere altrimenti! Come si può pensare, al giorno d’oggi, di proporre così impunemente e sfacciatamente un’opera d’arte che si richiami alla rotondità classica ed a sì ben fatte sferiche bellezze. Una tale rappresentazione artistica è un vero scandalo!

Nella nostra società libera ed aperta, si può essere blasfemi, disgustosi, incomprensibili, dissacranti… certo quello è normale, quella è arte! Ma questa no! Rappresentare una giovane donna dal bel posteriore è un intollerabile messaggio sessista.

La postmoderna inquisizione su questi temi è intransigente. Bisogna sradicare dall’arte tutto il portato razzista, violento e sessista! Nell’ambito di questa epurazione complessiva, non solo la sua rappresentazione scultorea ma il culo stesso a livello concettuale, deve essere proibito!

Lo sfacciato atteggiamento di disimpegno sociale che appartiene a questa parte anatomica, specie se femminile e di bell’aspetto, va perseguito severamente. E’ un oltraggio a decenni e decenni di lotta per i diritti! Non è tollerabile che in un occidente secolarizzato, antifascista, antirazzista e antisessista si dia spazio a simili presenze reazionarie! 

Non scherziamo proprio! Il culo è un concetto che richiama pericolose suggestioni criptofasciste, non a caso venne celebrato dal D’annunzio (artista dalle pericolose e discutibili tendenze politiche) che lo definiva “carnale sorella della luna”. Ci fa specie infatti che un’istituzione come l’A. N. P. I. ancora non abbia aderito alla sacrosanta campagna pigheoclastica.

E poi, signori miei, rispetto alle gravissime emergenze che viviamo, possiamo consentire che l’arte venga ad esaltare parti del corpo umano così poco adatte ad una seria opera di costruzione di una  società multiraziale, genderfluid e sanitariamente corretta? Ma stiamo veramente scherzando? Si possono tollerare ancora idee come quella del culo che, come verseggiava Carlos Drummond de Andrade “si diverte per  conto suo . E ama. A letto si agita. (…) E’ felice nella carezza di essere e ondeggiare. Sfere armoniose sul caos”? Certamente no! E’ roba assolutamente incompatibile con il necessario catastrofismo neomillenarista post moderno. Come si può pensare di portare ancora in giro il culo tra diritti violati, razzismo, machismo, surriscaldamento globale, atteggiamenti sanitariamente irresponsabili e mille altre emergenze? E’ un comportamento inqualificabile!

Ma non temete però, perché la “giustizia global progressista” e la “cultura della cancellazione” non perdonano. Non si tratta mica di roba all’acqua di rosa come ai tempi della controriforma, quando bastò chiamare Daniele da Volterra ad imbraghettare i nudi di Michelangelo nella Cappella Sistina. No! Oggi l’azione persecutoria deve essere spietata e radicale! Non pensi la sciagurata spigolatrice di salvarsi con l’applicazione di mutandoni d’acciaio sulle bronzee natiche. Il nuovo ordine pigheoclastico sarà inflessibile! Le statue dei culi ovunque dovessero nascondersi verranno scovate e abbattute allo stesso modo di quelle dei generali sudisti, degli scrittori schiavisti e di Cristoforo Colombo. Solo così verranno sconfitti razzismo, fascismo, maschilismo e quell’altra cosa della sessualizzazione del corpo femminile di cui abbiamo letto e che non abbiamo ben capito cosa diavolo sia!