L’Irpinia a passo lento: sulle orme di Orazio

Fonte Immagine: proloco vallesaccarda

Il primo aggettivo, divenuto emblematico e fisiognomico, in riferimento all’Irpinia è sicuramente “verde”. La “verde Irpinia” è un’area geografica coincidente grossolanamente con la provincia di Avellino, dal punto di vista amministrativo che all’altezza del quarantunesimo parallelo, attraversa l’Appennino. Si estende per circa 2800 chilometri quadrati, la cui ossatura portante è costituita dai monti calcarei del Partenio e dai monti Picentini fino a lambire la Daunia. L’’Irpinia è circoscritta ad est dal fiume Vulture e dalla valle dell’Ofanto, mentre a nord si spinge verso il Sannio, “Terra di Mezzo” tra due mari, l’Adriatico e il Tirreno, presentando una eccezionale biodiversità che deve essere salvaguardata, tutelata e valorizzata. Innumerevoli sono e sono state le campagne di sensibilizzazione, oltre a giornate ecologiche e manifestazioni “an plein air”, volte alla scoperta del territorio e delle incidenze umane nel corso della storia.

Proprio in un contesto di valorizzazione del territorio si colloca, la mirabile esperienza escursionistica promossa dalla Pro Loco di Vallesaccarda, particolarmente sensibile e attenta a queste tematiche, prevista per il prossimo 8 agosto, nell’ambito del progetto “I Cammini di Orazio”. Questo evento, può essere opportunamente definito un unicum in territorio irpino, un’esperienza sensoriale, per le modalità e l’organizzazione maniacale messa in campo. Nulla è stato lasciato al caso. La prima peculiarità riguarda il percorso stesso che si snoda per ben 42 km, interessando 8 comuni: Vallata, Vallesaccarda, Trevico, Carife, Castel Baronia, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia e Scampitella. Il percorso che a primo acchito può sembrare rivolto solo ad esperti è stato opportunamente calibrato in più tappe, alcune delle quali, ideali anche per famiglie e bambini, oltre al servizio navetta, ben otto punti ristoro durante il percorso, “pasta party” e per completare, le credenziali che come in tutti i cammini ufficiali, certificano mediante vidimazione che il percorso è stato realmente effettuato.

Altro aspetto non secondario da evidenziare è che questo percorso mira a valorizzare il territorio senza prescindere dal contesto storico-archeologico e monumentale, anzi esaltandone il connubio. Siamo nella Baronia di Vico che declina dalla montagna di Trevico, “il tetto d’Irpinia” con i suoi 1094 m sul livello del mare, circondata dalle valli dell’Ufita, del Calaggio e del Fiumarella, cerniera strategica fin dall’antichità, come testimoniano i cospicui ritrovamenti archeologici soprattutto nell’area di Carife. Il progetto proposto dalla Pro Loco di Vallesaccarda e intitolato “I Cammini di Orazio” non è casuale, ma calato nel contesto storico locale. Il poeta latino, Quinto Orazio Flacco, nel libro primo delle Satire, parla di una sua sosta presso la Taverna delle Noci, avvenuta nella primavera del 37 a.C., allora nel territorio di Trevico oggi nell’attuale comune di Vallesaccarda. Orazio era diretto verso Brindisi accompagnato da Mecenate e da Virgilio. Paesaggi altamente suggestivi quasi bucolici, sentieri che si intersecano a perdita d’occhio, boschi, antichi tratturi come quello di Trevico-Vallesaccarda-Anzano, aree archeologiche, fanno della Baronia un sito di assoluta eccellenza nel panorama irpino, terra di vivacità e fermento culturale.