Montemiletto tra passato virtuale e futuro reale

Fonte Immagine: Gentil Petrillo

Le tecnologie utilizzate all'interno dei musei, dei borghi e dei siti storici sono sempre più numerose, a partire dalla semplice connessione Wi-Fi, fino all'assistente AI che indica il percorso semplicemente chiedendoglielo. E anche per quanto riguarda la promozione e la valorizzazione delle rievocazioni storiche il mondo ICT giunge in soccorso. E' il caso dei ragazzi della Pro Loco MonsMilitum del comune di Montemiletto in provincia di Avellino, che si sono industriati per garantire continuità al progetto "Si Qua Fata Sinant". Grazie al contributo economico del MIBACT sono riusciti a riprodurre in VR (virtual reality) un avvenimento realmente accaduto, la conquista, nel 1419, da parte di Algiasio Tocco del feudo di Montemiletto.

"Dopo 6 anni di applausi e compiacimenti, purtroppo ci siamo dovuti fermare, il Covid-19 ha flagellato sia la domanda che l'offerta turistica. Per due anni consecutivi la manifestazione è stata al 50esimo posto delle rievocazioni storiche d'Italia. Ovviamente, non potevamo far evaporare nel virus questi importanti risultati. Insieme al direttivo ed agli associati tutti, l'idea del virtual tour prendeva sempre più forma", così racconta il Presidente della Pro Loco Florindo Garofalo. "Ammetto che  non è stato semplice comunicare con i progettisti, schedare e riportare le varie informazione per rendere il costrutto il più fedele e veritiero possibile, è stato impegnativo, però, dopo duro lavoro e costanza siamo riusciti ad ottenere un eccellente risultato", continua Garofalo.

Infatti, per quanto riguarda l'esperienza visore VR Oculus, realizzata dalla società toscana Panacea, l'immersione in ambiente digitale è totale. Attraverso l'uso di immagini e suoni l'utente viene collocato direttamente nel 1419 alla corte dei Tocco, nel quale può muoversi e interagire con quello che lo circonda. La cura nei dettagli degli edifici è impreziosita da una fedele ricostruzione di usi e costumi degli abitanti dell'epoca. Per farla breve, nei 20 minuti esperenziali siamo riusciti a fare un giro al mercato medievale, una passeggiata sul pavé del tempo che si diramava tra le botteghe, uno scambio di sguardi con una gentil donzella e in più siamo riusciti a fare innervosire le guardie reali.

Il Virtual Tour nel maestoso castello della Leonessa, focalizza l'attenzione sull'esperienza sensoriale, stimola e ricrea stati d'animo, sentimenti, aggiunge ricordi e invita all'azione. Tramite visore, i curiosi possono scoprire la vita a quel tempo, con l'obiettivo di far germogliare in loro il desiderio di visitare la fortezza e i molti vicoli del centro storico dal vivo. Il turista viene trasportato in luoghi unici, sentendosi il protagonista di una storia che si sviluppa intorno a lui. E così, fare urban trekking nel paese dei Tocco, diventa un'esperienza che unisce passato, presente e futuro. Dopo aver posato il VR, la prima cosa che si ha voglia di fare è di giocare con la fantasia e le comparazioni com'era/com'è.

I piccoli borghi pullulano di storia, sono luoghi di leggende, di saperi popolari, di ritmi lenti e possono trovare un grande vantaggio competitivo utilizzando le giuste tecnologie e le giuste persone skillate. I piccoli paesi hanno l'opportunità di inserirsi in nuovi mercati opportunità. Lo scotto che pagano è quello di una politica nazionale quasi assente sui temi della ruralità, spesso e volentieri concentrata su spot pubblicitari e annunciazioni. E l'altro grande problema che devono metabolizzare è quello di essere sfruttati e consumati dalla politica locale, in cui le amministrazioni piuttosto che dare continuità a progetti validi, preferiscono sfaldare e ricominciare.

Da anni ci si chiede quale sia la soluzione più adatta per risolvere il declino demografico delle aree interne, diverse sono le buone pratiche che armonizzano sviluppo sostenibile, politiche sociali e digitalizzazione, occorre fare un grande sforzo da parte dei Comuni e creare degli incubatori indipendenti, capaci di fare rete tra le associazioni e le istituzioni, svincolati dai partiti e dalle correnti, immuni alle simpatie e antipatie. Incubatori di idee e progettualità, dove formazione, brainstorming, kambanboard, open innovation, impact innovation e innovation management siano argomenti ricorrenti, centrali e abilitanti. In pratica, utilizzare la formula: pensa globale, agisci locale.

In conclusione la realtà virtuale per il mondo del turismo e del glocalismo rappresenta un'interessante opportunità se sfruttata bene. Bisogna però ricordarsi che la realtà virtuale e la realtà aumentata non sono una strategia, ma uno strumento. Esistono le tecnologie per creare video di valore, foto spettacolari e podcast trascinanti, ma senza contenuti pensati e programmi studiati non si crea nulla.

 

Tags