Nel nome del Padre

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Nel nome del Padre fa parte di una raccolta di ballate, Controcorrente, di Pietro Vincenzo Capaldi, composte al ritmo di quelle degli antichi trovatori, nelle quali si cantano le gesta invisibili di sconosciuti eroi che non si rassegnano alla desacralizzazione della vita in atto nel pianeta, decretata da un proteiforme pifferaio di Hamelin, che crudelmente si impossessa del corpo e dell’anima dei suoi abitanti.

Un’antologia di archetipi, simile a quella descritta da Lee master nella sua Spoon River, che non sanno rinunciare al loro gioioso destino, che si snoda di sconfitta in sconfitta lungo le pieghe dell’eternità, in uno scenario deprimente nel quale i morti sono i vivi, destinati a non risvegliarsi forse mai più.

Un canto corale puro e beffardo, di chi non ha più nulla da chiedere perchè ha già riconosciuto al termine di ogni battaglia persa, come riflesso in uno specchio, il senso luminoso delle loro esistenze che si protraggono al di là dello spazio e del tempo, e che nessuno potrà mai oscurare e cancellare.

Nel nome del Padre

Mi accorsi che Dio ingannava la gente,

Tenendo nascosto il segreto più grande.

Di Principi e Re che rinnegarono l`uomo,

Sulla falsa promessa della gloria e del predono,

Che forgiarono spade, e vi armarono eserciti,

Che marciarono compatti, e affrontarono deserti,

Nel nome del padre potente e iracondo,

Che alla pietà verso i figli preferi’ schiacciare il mondo.

Ascoltai i suoi profeti vestiti di seta,

Predicare la fame con la pancia ripiena,

Predicare afflizioni da un tempio dorato,

Elargire punizioni con il cuore bendato.

E noi genuflessi masticavamo preghiere,

Per addolcire la morte e per potersi sedere,

Nell’alto dei cieli a dimenticare la vita,

Amara, crudele, e di una noia infinita,

Perché nel nome del padre vivemmo in miseria,

E peri i nostri padroni esistemmo in penuria,

Non capendo che essi, sedicenti beati,

Avevan nel corpo i nostri stessi apparati.

Non ci chiedemmo il perché chi predicava l’amore,

Si sporcava le mani per tutelare l’onore,

Accumulare ricchezze e spargere sangue,

Nel totale disprezzo delle nostre anime sante;

Non ci chiedemmo il perché si inibiva il piacere,

Mentre agli alti prelati era concesso assaggiare,

Il frutto più intimo di pie e immacolate,

Sempre e comunque nel Nome del Padre.

E ci scordammo che un uomo da solo é un dettaglio,

Ma connesso al suo simile diventa uno scoglio,

Per l’infame potere che si infrange impotente,

Sul muro di anime di noi brava gente.