Perché Dio conta le lacrime delle donne. Riflessioni su Alda Merini.

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Leggendo le liriche di Alda Merini, i suoi aforismi, le sue poesie, sono stata catapultata in un mondo fatto di sentimenti, di sogni, di magia, di emozioni, di essenza.

Ho imparato a comprendere la sua visione delle cose e della vita, piuttosto originale, come ad esempio il concetto di Dio che compare spesso tra le righe, testimone dei suoi scandali d’amore e confidente segreto della poetessa, così come la sua passionalità e il suo delirio amoroso filtrati o meglio deformati attraverso una prospettiva cristiana, il suo concetto di vero amore come spirito che cambia rotta.

Ritengo un po’ fuori luogo le sue giustificazioni spiritualistiche della carnalita’ in quanto inficiano un poco l’autenticità del discorso. Non condivido il concetto della carne e della passione come mezzo in grado di purificare il sentimento e lo spirito.

 

Ma al tempo stesso mi sono anche identificata in lei, in molti suoi aspetti, perché Alda Merini in fondo è una di noi. Una vera Donna. Una donna molto rivoluzionaria, specie per quei tempi. Al tempo d’oggi ci sarebbe bisogno di una personalità come la sua, complessa e contraddittoria, ma al tempo stesso ben definita e piena di mille sfaccettature e proprio per questo meritevole di una maggiore attenzione e di un’analisi più approfondita e profonda, che miri a comprendere l’essenza delle cose, che dia importanza ai sentimenti, alla bellezza interiore della natura e delle piccole cose della vita, che faccia comprendere come un essere non sia sempre etichettabile in un determinato prototipo e quanto possa essere complesso e profondo nei suoi sentimenti, nei suoi pensieri, nella sua psiche e nella sua anima; quanto facilmente questa potrebbe essere ferita e di quanta comprensione e quanto bisogno d’amore abbiano le donne.

Infatti può rispecchiarsi nella Merini ogni donna che voglia mostrare la sua dignità di essere pensante al di sopra dei giudizi del mondo, piuttosto restrittivi e soggettivi, che possono fare tanto male a un essere diverso, come Alda si definiva nel Diario di una Diversa,  ad esempio.

Perché in fondo la Merini non è un caso isolato.

Perché in fondo Alda Merini era una donna molto sensibile e malinconica, come molte di noi; per non giudicare comprendendo che in fondo la ragione per cui i pazzi sono definiti tali è per il loro discostarsi dalla massa, per il loro essere diversi, e l’essere diverso non va abbattuto, perché la diversità arricchisce; per comprendere anche che isolarsi nella vita porta a una sofferenza tale che si finisce per sentirsi ancora più soli e incompresi e che il diverso non va isolato, emarginato e spazzato via dal mondo, ma piuttosto aiutato se necessario con l’amore e con l’affetto, non con la violenza, violenza che la Merini aveva subito in manicomio, lontana dagli sguardi umani e ritenuta ‘degna’ di essere punita per qualcosa che non aveva fatto, per qualcosa di inesistente, ignorando che ciò di cui Alda aveva sempre avuto bisogno era l’amore, la comprensione, comprensione che non sembrava aver ricevuto dai genitori, come attestano alcune note autobiografiche scritte da lei stessa durante l’infanzia, in occasione della seconda edizione dell’Antologia dello Spagnoletti; note fondamentali per entrare nel mondo e nell’anima di una persona tormentata, ‘scandalosa’, ‘folle’.

Una donna che nel suo flusso di pensieri a ruota libera e per niente lineare mostra la sua logica e il suo Essere che va accettato così com’è.

Una donna che ha il coraggio di imporre la sua presenza e il suo vero io in un mondo che cieco la rilega ai margini della società tarpandole le ali e inchiodandola al muro.

E proprio da questa situazione Alda Merini trova il coraggio e la libertà di essere se stessa, sfacciata e spudorata ma al tempo stesso ingenua nel suo vedere l’amore come un’esperienza centrale e schietta, che non dissimula la passione erotica, piuttosto la racconta a tratti con discrezione, a tratti in maniera impudica, trasfigurandola in mitologia personale.

Ricordare una figura come Alda Merini può essere d’aiuto anche per tutte le donne che ora sono vittime di violenze nel mondo e rimangono in silenzio, perché manca loro la forza di reagire e di risollevarsi dalla situazione gravosa in cui si trovano, perché non hanno il coraggio di ribellarsi a chi le imprigiona in una fitta rete di tacite menzogne, di silenzi e bocconi amari ingoiati mettendo tutto a tacere fino al momento in cui i lividi oltrepasseranno il muro del silenzio mutandosi in sangue, e poi in assenza di vita, in morte.

La sensibilità di questa poetessa deve far riflettere tutte le donne e veicolare anche in un mondo governato da uomini, per far loro comprendere che le donne non sono strumenti in loro possesso, ma esseri dotati di un’eccezionale sensibilità e di una singolare delicatezza, che le donne hanno un corpo gracile e indifeso capace però di accogliere nel proprio grembo una meravigliosa creatura; per far loro comprendere che le donne sono vita, speranza, amore e, condensato in poche parole, a dir poco un vero miracolo della natura!