Politically Cocktail

Fonte Immagine: huffingtonpost.com

Agli inizi degli anni ’70, Lou Reed riceve l’incarico di scrivere un musical ispirandosi a “Passeggiata selvaggia”, un romanzo di Nelson Algren. Il musical salta, l’ispirazione resta: nasce “Walk on the Wild Side”.
E’ questa la prima colonna sonora che inaugura la rubrica “Politically Cocktail”. Preparatevi un Vesper Martini, rilassatevi ed immergetevi nelle note di questo pazzo mondo politico.
Immaginate un Mario Draghi entrare trionfante nella scena italiana, accompagnato dal giro di basso di Herbie Flowers, con gli spettatori che applaudono, pieni di speranza, grida di giubilo, voglia di ricominciare, di mettere un punto a ciò che era ed inaugurare ciò che sarà.
L’idillio utopistico termina presto, si scopre che Draghi non è un mago e soprattutto che non “sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”. Ci si ritrova come prima, forse peggio: disillusi, arrabbiati, più poveri certamente.
La medicina che ci prescrivono è sempre la stessa: stare in casa, al riparo dalle bombe nemiche. Solo che il nemico da combattere è invisibile ma letale, anche se più debole di prima. Sembra che la controffensiva sia pronta, un vaccino con troppi nomi che dovrebbe liberare noi e i nostri alleati. Bene, facciamolo!
Intanto, tra ritardi e malcelato affarismo, abbiamo vaccinato solo il 25% degli over 80, condannando, di fatto, la fascia più debole del Paese, coloro che hanno costruito la grande Italia. Le scuole sono chiuse, riapriranno dopo Pasqua, forse ed in parte. I ristori, pardon, i sostegni sono pressoché insufficienti ma tranquilli: i navigator, quelli che hanno contribuito a sconfiggere la povertà, sono salvi, almeno fino al 31 dicembre.
Con il blocco dei licenziamenti prorogato e l’ulteriore diminuzione di fondi alle imprese, la speranza di un’assunzione è definitivamente debellata.

Ma Letta, il neosegretario PDino, quello silurato da Renzi qualche anno fa, ha la soluzione a tutti i problemi: lo ius soli. Lo ius soli, Letta. Eletto per acclamazione, come la neo presidentA, sempre PDina e sempre per acclamazione, Simona Malpezzo: benvenuti nell’ex Unione Sovietica, dove il voto democraticamente concepito risulta superfluo, quando si è tutti d’accordo.

Nel frattempo, Salvini ha smesso di passeggiare sul lato selvaggio, non conviene. A lui, non agli italiani. Ogni tanto propina ai fans qualche post di protesta ma viene repentinamente ripreso ed ammutolito dal premier, si sta quasi convincendo che qualche giorno in più chiusi in casa, dopo un anno di sacrifici, non è poi quel gran dramma di cui lui stesso parlava qualche settimana fa. Soprattutto per chi percepisce uno stipendio mensile con quattro zeri.

Dall’altra parte della barricata c’è l’italiano medio, stanco di una classe dirigente inadeguata, che non merita, consapevole che il musical sia saltato ma che si augura che almeno “Walk on the Wild Side”, il NextGenerationEU, sia all’altezza della storia, prima che l’assolo di sax di Ronnie Ross suoni le sue ultime note.

 

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