Primavera Meridionale, Candela: "A Baiano è tempo di cambiare"

Fonte Immagine: avig

La nota di Giovanni Candela, esponente di Primavera Meridionale

Chiedo ospitalità ai media per aprire una efficace occasione di confronto civico rivolta a tutte le energie migliori della città di Baiano, che hanno a cuore le sorti del nostro paese, la sua vocazione, i suoi bisogni e le sue aspettative di benessere e sviluppo.

In primo luogo si avverte il bisogno di denunciare come davvero desolante la lunga sequela di manchevolezze e ritardi, per non dire malversazioni, nella politica delle opere pubbliche prodotta dalla amministrazione uscente: la scuola materna, l'ampliamento del cimitero, la casa comunale ed il teatro Colosseo attendono ancora il completamento degli interventi previsti, in qualche caso solo propagandisticamente sbandierati, e poi inesorabilmente inciampati nelle inadeguatezze della macchina amministrativa, la stessa che non ha dato una bella prova anche in altre occasioni, come per il PUC, l'area PIP e la chiesa di Santa Croce.

Non capire che il circuito virtuoso dei lavori pubblici, oltre a modernizzare e rendere efficiente le infrastrutture, rappresenti anche l'occasione per dare fiato alla economia in affanno del tessuto sociale, è un errore, ma nel caso di Baiano ciò è ancora più evidente perché siamo al punto che vengono a compromettersi finanche servizi essenziali per i cittadini. L'amministrazione Montanaro, pur dopo due mandati di governo della città, a conti fatti può essere giudicata non solo mediocre, ma addirittura colpevole di troppe occasioni mancate.

Allo stesso modo, tutte le energie politiche e civiche che intendano rappresentare le legittime istanze diffuse di cambiamento, dovrebbero percepire, come prioritaria, la grande questione sociale sottovalutata dalla amministrazione uscente: smarrita la centralità d'area che Baiano ha sempre avuto, pur non essendo il Comune più popoloso del mandamento, oggi il paese vive in una sostanziale marginalità che diviene tristemente estraneità rispetto ai flussi economici, le opportunità di sviluppo e le reti in cui esso si articola.

Baiano, oggi, ha meno abitanti di quanti ne avesse al censimento del 1971 (e a non considerare i residenti provenienti da Paesi stranieri arriviamo ai numeri del 1961), nonostante la Campania sia una Regione da sempre in crescita demografica: ciò significa che ci sarebbe potuta essere una Baiano diversa, più giovane e popolosa, che non c'è perché non ha trovato qui le condizioni minime per vivere e prosperare. Certamente le cause non sono tutte attribuibili al sindaco in carica e alle sue maggioranze, tuttavia è evidente che occorra un cambio di rotta e di mentalità.

Restituire un futuro alla città significa chiamare a raccolta le sue intelligenze migliori e metterle al servizio di una causa di ritrovata dedizione caparbia e determinata, non una operazione di potere locale bensì un'opera di vera e propria vocazione per scongiurare il destino di diventare l'ennesimo Comune dell'entroterra meridionale destinato allo spopolamento, dove rimangono solo gli anziani. Non possiamo permetterci di disperdere un patrimonio di identità e cultura, di sacrifico ed onestà tramandatoci da chi ci ha preceduto; d'altro canto, finché non ci saranno chances lavorative per i giovani, servizi per le famiglie ed un welfare territoriale efficiente, la prospettiva della desertificazione rimane gravosa ed inevitabile.

Il mio rinnovato appello, rivolto a tutti i baianesi di buona volontà, è quindi quello di promuovere un confronto che porti ad una sintesi più rappresentativa possibile dei bisogni e delle strategie, al fine di rendere le prossime amministrative non più il solito ritualismo di una democrazia claudicante e bloccata dai pacchetti preconfezionati di preferenze, ma la liturgia solenne di un appuntamento con la Storia, per ricongiungere tutte le anime dei nostri concittadini in un unico cuore baianese.