Riflessioni sul diritto a difendersi

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Il tanto discusso ed invocato diritto a difendersi è un argomento tornato in discussione recentemente a causa del conflitto Russia-Ucraina. Il punto centrale di questo delicato tema verte sulla strategia da adottare nella risoluzione delle questioni belliche: di qui si aprono due linee di pensiero contrapposte e meritevoli di un momento di riflessione.

La prima strada percorribile è quella che opta per le trattative di pace tra le due nazioni in guerra, chiedendo il cessate il fuoco e pensando in un secondo momento alle sanzioni da adottare nei confronti dell’invasore, senza tuttavia perdere di vista eventuali episodi criminosi compiuti dalla controparte offesa. Questa soluzione è ritenuta utile alla salvaguardia delle vite umane, indistintamente che esse siano civili o militari, e trova come primo esponente di questa linea Sua Santità Papa Francesco, come la maggior parte dei cattolici, sia laici che prelati, oltre alla maggioranza del popolo italiano.

La seconda via è quella del sostegno militare alla nazione invasa, tesi che trova il fondamento nella necessità di annientare militarmente lo Stato invasore. A sostegno di questa tesi troviamo invece gran parte della classica politica italiana, come anche l’industria bellica, che vede in tali avvenimenti una lauta fonte di guadagno a sprezzo della salvaguardia delle persone.

Ognuna delle due tesi apre la strada a dibatti molto accesi -  condivisibili a seconda di quale sia l’interesse di chi la sostiene - che contengono i suoi pro e contro, meritevoli di approfondimenti, possibilmente dettati dalla razionalità e non dall’onda dell’emotività.

Infine sarebbe lecito interrogarsi sul perché la tesi del supporto militare è stata così accolta solo in sostegno dell’Ucraina e non per altre nazioni vittime di ingiustificate invasioni simili, i cui esempi più recenti si possono ritrovare nell’Iraq o nell’Afghanistan, vittime invece della propaganda politica, stavolta, da parte degli Usa allo scopo di nascondere i reali interessi commerciali ed economici.

Il futuro ci rivelerà se per altre guerre prevarrà l’una o l’altra tesi, per ora possiamo solo sperare che tali aggressioni mai giustificabili facciano sempre meno parte della storia umana.