Sabino Morano è innocente

Fonte Immagine: avig

Un imprenditore, un politico, ma innanzitutto un figlio ed un marito massacrato dal cinico giornalismo gossipparo che, erroneamente, si propone come cronaca di ricostruzioni che si rivelano farlocche e pretestuose; un perseguitato da una giustizia infame, sempre alla ricerca dello scoop giudiziario, sulla pelle di ignari martiri innocenti. 

Quale è stata la tua prima reazione, dopo aver recepito la notizia del non luogo a procedere?

Innanzitutto sono rimasto sorpreso per l'orario, ero convinto che la notizia sarebbe arrivata nel pomeriggio invece il mio avvocato mi ha telefonato alle 10 e 30. Poi, ovviamente, un grande senso di soddisfazione per la fine di una vicenda surreale che ha colpito non solo me e la mia famiglia ma una intera comunità politica.

Come reputi questo modo di perpetrare la "giustizia"?

Non c’era bisogno del caso Morano per sapere che in Italia esiste un gravissimo problema legato all’impazzimento dell’ordine giudiziario. È una questione esiziale che tutte le forze politiche dovrebbero preoccuparsi di affrontare.

Ti sei mai sentito solo in questi duri ed ingiusti anni?

Non sono mai stato solo, intorno a me si è stretta la mia comunità politica, che va molto oltre le sigle di partito. Oggi tutti mi chiamano, da destra a sinistra, ma ho l’obbligo morale di ringraziare chi come Caldoro, Rotondi, Barbaro, Mastella prese le mie difese pubblicamente, la mattina stessa in cui ricevetti l’informazione di garanzia.

Adesso che farà Sabino Morano?

Ricomincia da dove aveva lasciato. In questi due anni ho scritto molto, opere che stanno vedendo la luce in questi mesi. Vorrei ripartire da questi lavori editoriali, per iniziare a girare i territori, incontrare persone, dialogare, ragionare. La politica deve riscoprire le sue ragioni profonde. Abbiamo il dovere morale di risollevare il dibattito politico in questa regione che, specie in questi anni, si è ridotto a beghe da portineria.

Cosa pensi di tutta questa vicenda?

Come ho detto dal primo momento, l’indagine è stata, nella migliore delle ipotesi, un colossale equivoco. Poi, l’interessata macchina del fango, partita dopo, è stata una macchinazione infame, il tentativo di un omicidio politico.

Tentativo?

Tentativo perché non è riuscito. Con grande serenità, stiamo per riprendere un percorso, innanzitutto, di vita, iniziato oltre un quarto di secolo fa, mosso da passione, ragionamento profondo, militanza disinteressata. Chi voleva compiere quest’omicidio deve rassegnarsi: gli è andata male.

Ma alla fine, hai capito cosa ti contestavano?

Per la verità, non era chiarissimo. La sensazione, a rileggere le carte dell’inchiesta, è quella di una sceneggiatura scritta male, che non trova nessun riscontro a suo supporto.Per dirla con Spencer, siamo di fronte all’assassinio di una splendida teoria ad opera di una gang di fatti bruti.