Transnistria, la nazione fantasma

Fonte Immagine: nationalflag

A tutti gli appassionati di calcio, sicuramente, non sarà passata inosservata la presenza della FC Sheriff Tiraspol, unica squadra moldava ad essersi qualificata per la prima volta alla fase a gironi della Champions League nella stagione 2021/2022, la massima competizione calcistica mondiale per club, anche perché inserita nel girone dell’Inter. Sorprendentemente la compagine moldava è arrivata terza nel girone di qualificazione, ed ha conquistato il diritto di continuare il sogno in Europa League.

A questo punto ho deciso di saperne un po' di più di questa squadra e con sommo stupore ho scoperto che proviene da uno stato fantasma, infatti, la città di Tiraspol è la capitale della Transnistria, uno stato de facto, ufficialmente Repubblica Moldava di Pridnestrovie, indipendente, non riconosciuto dalle nazioni unite, ma soltanto da altri 3 stati “abusivi”: Abcasia, Ossezia del Sud e Repubblica del Nagorno Karabakh. Un  lembo di terra tra Ucraina e Moldavia con circa 500.000 abitanti, grande quanto il Molise e considerata de iure parte della Repubblica Moldava. La Transnistria, nome che i cittadini non vedono di buon occhio perché coniato dai romeni, dichiarò la propria indipendenza il 2 settembre 1990, questa decisione unilaterale portò nel 1992 ad un conflitto armato con la Moldavia, terminato con un cessate il fuoco, grazie all’intervento della Russia che mantiene sul territorio un contingente permanente di circa 2000 soldati con armi e mezzi annessi, e con la creazione di una zona demilitarizzata a ridosso del fiume Nistro. Infine, il 18 marzo 2014 la cenerentola dell’est, attraverso un referendum, ha chiesto l’annessione alla Federazione Russa. Il Paese ha un proprio presidente, un governo, un parlamento, istituzioni legislative, una moneta, un esercito, un sistema sanitario ed educativo, ed una polizia, il famigerato e redivivo Kgb, ma non viene riconosciuto a livello internazionale. Ovviamente ciò ha forti conseguenze sui cittadini che non possono uscire dal proprio territorio, se non per recarsi in Moldavia, infatti, il loro passaporto non viene accettato, essendo stato emesso da una nazione che non esiste. Il passaporto è un documento che viene rilasciato a 17 anni e non scade mai, bisogna solo aggiornare la foto a 25 e 40 anni.  Alla capitale Tiraspol ci si arriva dopo circa 1 ora di auto da Chisinau, attraversando 3 posti di blocco: quello moldavo, quello della zona demilitarizzata ed infine quello della Transnistria, pagando a quest’ultimo circa 3 euro in moneta locale per un visto di 10 ore, rigorosamente in contanti, poiché le carte di credito/bancomat non si possono utilizzare in tutto il paese perché non esistono i pos. Un altro aspetto bizzarro è che le spese più importanti, tipo affitto, gas, luce, vestiti, si possono pagare solo in dollari americani oppure in euro, ovviamente soltanto in contanti. Appena entrati si viene colpiti da scritture in russo, palazzoni in stile sovietico e bandiere nazionali e russe dappertutto.

A proposito della bandiera, è tutta di colore rosso, con una striscia orizzontale verde e la falce ed il martello gialli in alto a sinistra, questo perchè la nazione è nata prima della dissoluzione dell’Urss. Nelle scuole si insegna l’alfabeto cirillico e non quello latino, si parla russo e dappertutto ci sono monumenti che celebrano la vittoria nella seconda guerra mondiale, e davanti al parlamento una maestosa statua di Lenin. Pertanto, a ragion veduta, non è affatto errato considerare la Transnistria come l’ultimo pezzo dell’Unione Sovietica.